Una buona notizia, per un nuovo anno

patrizia-todiscoDi lei si hanno poche immagini, due credo.

E ha sempre quello sguardo pacato, come la sua voce, mai sopra le righe.

Sono sicura che avrà accolto la notizia con un sorriso, e subito dopo sarà diventata pragmatica e concreta, pensando al da farsi.

Per me, è una buona notizia. Non cambia niente, lo so, nella storia industriale ed economica di Taranto, nè nella scarsa coscienza civile del Paese.

Ma mi sembra un bel calcio in faccia a un certo modo di fare politica ed economia fallimentare sotto tutti i punti di vista tranne che uno: l’arricchimento di politici e imprenditori.

Una buona notizia per chiudere un anno- altalena dove non sono mancati i momenti significativi.
Ne scelgo tre: la manifestazione di Taranto del 7 aprile. Eravamo in tanti, è stata un’onda di energia, ho assistito nei giorni precedenti alla sua preparazione, alla tensione, poi all’emozione nel vedere il fiume di tarantini in corteo.

Fiume in piena: sembrava un hastag come tanti, è diventato una bandiera da issare, sventolare, sotto la quale riconoscersi. La pioggia non ci ha fermati, da molte parti d’Italia sono venuti a Napoli il 16 novembre, con striscioni della Val di Susa, dei No Muos, della Basilicata che lotta contro il petrolio, di Taranto, di Brindisi. La mia personale mappa geografica d’Italia si è materializzata lungo corso Umberto, via Medina e poi tutti insieme in piazza del Plebiscito.

1042022Spagna: il primo dicembre migliaia di persone hanno protestato. Per le tasse? No. Contro il governo? No. Per l’ambiente. Hanno protestato contro l’assoluzione dei responsabili del disastro ambientale della Prestige, la petroliera che riversò migliaia di tonnellate di greggio in Galizia.  Il 13 novembre 2002 la nave riversò in mare 77 mila tonnellate di greggio inquinando 2000 km di costa dal Portogallo alla Francia. Per il tribunale della Galizia non ci sono responsabili. Gli imputati sono stati assolti.

Gli spagnoli hanno detto, scendendo in piazza, che non permetteranno mai più che si violino le loro coste, che si distrugga il loro mare e il loro Paese.

Presenza della notizia sui nostri media: non pervenuta.

Non mi ha stupito, ma amareggiato sì.

E oggi Patrizia Todisco, il gip che ha portato alla luce il disastro di Taranto, descrivendolo in migliaia di pagine di verbali, sostenendo a testa alta l’accusa della politica e dei suoi stessi colelghi, è stata eletta personaggio Ambiente 2013 con un plebiscito di voti.

Il mio compreso.

Auguri dottoressa, e auguri a tutti noi.

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Sto dando i numeri (Rubacchiati, in attesa dei cassetti del ministro)

La contaminazione del suolo e delle acque nella zona delle ex raffinerie di Napoli est

La contaminazione da metalli pesanti del suolo nella zona delle ex raffinerie di Napoli est

 

Se c’è una cosa che non sopporto è lasciare le notizie a metà. Abbandonarle lì, dopo aver scritto un articolo, senza sapere più come sono andate a finire. Preambolo necessario per spiegare come mai da un anno a questa parte sono diventata la persecuzione di uno degli autori del progetto Sentieri, lo studio governativo che vuole mappare lo stato di salute (anzi di non salute) dei residenti nei 44 Sin (i siti di interesse nazionale, le aree più inquinate d’Italia, i buchi neri dove il diritto a una vita sana è stato ucciso dal profitto e dalla malagestione).

L’anno scorso più o meno di questi tempi l’allora ministro della Salute Balduzzi annunciò una conferenza stampa per presentare i dati aggiornati del progetto: infatti le statistiche erano ferme al 2002.

Mi preparo, studio, e il giorno prima chiamo il ministero per sapere il luogo della conferenza.

-       Quale? Non c’è nessuna conferenza.

-      Ma come, ho una vostra mail di un mese fa che l’annunciava.

-       Eh dottoressa, un mese, ne succedono di cose in un mese.

-       Come ad esempio che avete bruciato lo studio? Scusate se l’avete annunciato vuol dire che i dati ce li avete, li voglio vedere…

Ma non sapevano di cosa stessi parlando, erano indaffarati con Taranto, quelli nuovi li avevano solo per Taranto, e lei si riferisce a Taranto? E allora venga alla conferenza del ministro a Taranto.

-       Io mi riferisco a Taranto e a tutti gli altri Sin.

Niente da fare. Spulciando l’elenco degli autori del progetto scopro che c’è un ricercatore di cui ho il cellulare. E lui mi dice che i dati ci sono ma che il ministero li tiene nel cassetto perché sono troppo allarmistici.

-       Che????

Ho già in mente un elenco di toghe verdi a cui far sapere quest’informazione.

-       Senta, ma li stiamo aggregando, progetto per progetto, e presto li presenteremo. Abbia solo un po’ di pazienza.

Pazienza? È il mio secondo nome.

Da quel momento una volta al mese ho telefonato al dottor Fabrizio Bianchi per avere numi sul progetto che invece non è mai stato presentato.

Però ieri a Roma si riuniva il gotha dell’epidemiologia italiana, compreso il padre del Sentieri (Pietro Comba) e la madre ((Roberta Piratsu) che in un breve ma succoso intervento ha spiegato cosa sta succedendo, e ha anticipato un po’ di dati nuovi. In attesa che il ministero ci faccia la grazia, e metta insieme questi numeri, ne tiri fuori un rapporto completo: ministro Orlando su,  non mi faccia consolidare l’idea che stiamo sprecando soldi pubblici in ricerche che non verranno mai divulgate. Continua a leggere

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Una scheda sintetica. Una roba così non merita commento.

20130410-113812.jpgIl Senato ha approvato  il decreto Ilva-bis con  206 voti favorevoli.

La Camera ha licenziato il testo l’11  luglio scorso con 299 voti favorevoli.

Nel decreto sono state inserite circa 30 modifiche rispetto  al testo originario uscito dal Consiglio dei ministri.

Le commissioni Industria e Ambiente al Senato non hanno modificato  il testo, visto che il decreto scade il 4 agosto e i tempi per il ritorno alla Camera sono troppo stretti.

COSA PREVEDEVA IL TESTO ORIGINARIO

Il provvedimento, varato dal Consiglio dei ministri il 4
giugno scorso e composto da tre articoli, introduce nuove
norme per il commissariamento delle aziende (o degli
stabilimenti) che causano danni ambientali (per una durata
massima di 36 mesi), prevede la costituzione di un comitato
di tre esperti per definire un Piano di misure per la tutela
ambientale e per garantire il rispetto dell’Aia
(Autorizzazione integrata ambientale), e regola le figure
del commissario straordinario e del subcommissario.
Inoltre prevede un Piano industriale predisposto dal
commissario e stabilisce il commissariamento dell’Ilva di
Taranto.

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Le pecore non fumano. O forse sì?

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Liberamente rapinata da Facebook, grazie a Luciano Manna

E così abbiamo avuto tutti un’illuminazione.

Grazie al commissario straordinario dell’Ilva Enrico Bondi, abbiamo scoperto che i bambini di tre anni fumano come turchi a Taranto.
E abbiamo saputo che anche le donne incinte sono evidentemente grandi fumatrici perchè in alcuni casi i bambini sono già nati malati.
Può capitare, eh? Ora, sarebbe un’eccezionale concentrazione di donne sconsiderate e ignoranti, tutte a Taranto, con quel maledetto vizio del fumo, però in effetti non è impossibile.
Ma non solo. Abbiamo scoperto che fumano anche pecore e mucche a Taranto. E vorrei sapere cosa ne pensano i miei amici della famiglia Fornaro, che anni fa hanno dovuto mandare al macello i loro amati animali perchè pieni di diossina. Ah, certo, nelle sigarette vendute a Taranto ci sarà stata diossina. E tutto intorno alle stalle c’erano sicuramente migliaia di persone a fumare. E il fumo passivo, si sa, è nocivo. Abbiamo fatto anche la legge che vieta di accendersi le sigarette nei ristoranti!

Enrico Bondi dovrebbe dimettersi. Spero glielo chieda il ministro Orlando nel colloquio che avrà con lui nelle prossime ore.

È evidente che un commissario che firma un documento in cui si avalla sostanzialmente una tesi simile, non è equidistante come il suo ruolo richiederebbe.

DEVE DIMETTERSI. Senza nessun’altra alternativa. Oggi ha addirittura pateticamente cercato di smentire le sue affermazioni. Ma non può farlo, perchè le ha scritte, nel documento che allego e che è stato diffuso anche grazie a Peacelink, oltre che con lo scoop del Fatto quotidiano.

Nota ILVA SpA_dir 205 2013

documento fumo di sigarette

ps:  ”E’ molto importante che i cittadini e le organizzazioni non governative (Ngo)possano giocare un ruolo attivo nella difesa dell’ambiente”. Lo ha detto il commissario Ue all’Ambiente Janez Potocnik.
Per buona pace dei vari Bondi che sperano che le loro gesta rimangano segrete, per poi provare a rimangiarsele, la trasparenza di tuttigli atti è un diritto sancito dall’Europa.
«
Sebbene la legislazione Ue copra molte aree legate all’accesso alla giustizia, restano tuttavia dei vuoti e sia il Consiglio che il Parlamento hanno rivolto un appello affinche’ sia migliorato proprio l’accesso alla giustizia ambientale».

Capito, Bondi?

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E per voi che andate a fare il bagno alle spiagge bianche… #sapevatelo

ImmagineLa Procura di Livorno ha accettato la richiesta di patteggiamento dello stabilimento Solvay di Rosignano. L’inchiesta riguarda gli scarichi a mare dello stabilimento chimico. Il reparto operativo aeronavale della Guardia di finanza di Livorno aveva scoperto che gli scarichi a mare della Solvay venivano diluiti con acque di raffreddamento; in questo modo venivano fatte rientrare nei limiti di legge le quantita’ di sostanze inquinanti sversate. Ora, la richiesta di patteggiamento verra’ inoltrata al giudice.

Questa la notizia.

Io mi chiedo come si possa patteggiare un reato come questo.

E perchè le centinaia di turisti che ogni week end si riversano sulle Spiagge bianche di Rosignano (Toscana, vicino Livorno), non vengono informati ma come punto di riferimento hanno solo un cartello turistico che indica una delle principali attrazioni della zona?

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Toglietegli la laurea

eternitAbbiamo avuto una reazione simile, io e Romana Blasotti. Lei in aula, nel tribunale di Torino, io in redazione, alla mia solita scrivania, mentre con cuffie decisamente troppo vecchie e gracchianti ero collegata in streaming con la stessa aula dello stesso tribunale.

Ho sentito “assolto”. L’ho sentito un paio di volte e credevo che l’impossibile si fosse realizzato.
Romana, la battagliera signora della lotta contro l’Eternit, la vittima delle vittime, che per la polvere bianca ha perso cinque parenti, compresa la figlia, si è sentita mancare.
A me girava la testa.
Il tempo che il giudice continuava a leggere e comparivano le parole “colpevole”. Mi sono ripresa. E così ha raccontato lei alle agenzie di stampa: «Sono stravolta dalla stanchezza ma finchè posso avdo avanti. Avevo capito che fosse stato assolto».

E invece no.

Il miliardario Stephan Schmidheiny è stato condannato, a 18 anni, e a pagare milioni di euro alle vittime. Che non sono soltanto gli operai, i loro familiari, ma anche Casale Monferrato, la città della tragedia, decine tra associazioni, comuni, Asl, sindacato.

La frase più bella è del pm Raffaele Guariniello, uomo in genere misurato nelle parole e fortunatamente non nella sua passione per la difesa della salute pubblica e dell’ambiente: «Questa sentenza è un inno alla vita, un sogno che si avvera. La posta in palio è la tutela dell’uomo e della salute».

Io ho un sogno, anzi due: che il multimiliardario la smettesse di nascondere i suoi soldi per il mondo e li lasciasse a disposizione della comunità e delle vittime dell’ecocidio che ha generato. Senza la causa civile che ne dovrebbe scaturire. Senza far trascorrere anni e anni di nuovi faldoni nei tribunali.

E il secondo: che l’università di Yale ritirasse la laurea honoris causa al miliardario assassino (sì, con due sentenze di condanna si può dire: Schmidheiny sei un assassino!!!) . Laurea per meriti industriali e ambientali. Vorrei che anche gli industriali si incazzassero, e si dissociassero da chi ha sulla coscienza la vita di decine di migliaia dipersone.

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Oil aveva ragione. Ma perchè, qualcuno aveva avuto dubbi?

Schermata 2013-05-20 alle 09.16.06Chi non l’avesse visto, chi non sapesse come recuperarlo, chi non  conoscesse la sua esistenza, dovrebbe subito recuperare: Oil, (qui il link per vederlo su youtube) il bellissimo docu-film di Massimiliano Mazzotta parla di una Sardegna poco conosciuta, quella che avrà per sempre il marchio di fabbrica della famiglia Moratti: Sarroch, Cagliari, dove la raffineria ha modificato l’assetto di una costa altrimenti magnifica.

Sarroch è la città di luci di un impianto che ha mangiato la città, il pontile, il mare. È la colonna di fumi, è il rumore difondo, è la strada che passa in mezzo ai camini e alle cisterne.

Sarroch è un’intervista, infilata dal coraggioso regista in Oil, al professor annibale Biggeri, bio-epidemiologo dell’università di Firenze. Parlava di danni genetici ai bambini, il professore. Di una ricerca in corso.

Lo intervistai per Toghe Verdi, mi raccontò delle pressioni ricevute, e che preferiva continuare a studiare senza i clamori dei giornali. Poi l’ho ritrovato a Taranto, dato che è uno dei tecnici che hanno firmato la perizia che ha raccontato senza appello la tragedia della città dell’Ilva. Continua a leggere

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