Da Riano a Corcolle. Da Malagrotta a Fiumicino. Dura oramai da mesi la protesta dei laziali contro il cosiddetto piano rifiuti del Lazio, anche se il termine è improprio perchè non si tratta di un vero e proprio piano rifiuti.
Sabato l’ultima, imponente, manifestazione, a Pizzo del Prete, che si trova nella località di Fiumicino, dove dovrebbe sorgere appunto una discarica nel traghettamento del dopo Malagrotta.
La manifestazione, però, andava oltre. Organizzata dal “Coordinamento Rifiuti Zero per il Lazio” chiede che la giunta Polverini si attivi per un vero piano rifiuti, con riduzione, riuso, riciclaggio, indifferenziata.
“Pizzo del Prete non si tocca” è stato lo slogan della protesta contro la realizzazione di un “polo dei rifiuti” a nord del comune di Fiumicino. In particolare nel sito che sembra privilegiato per diventare di fatto la nuova Malagrotta, oltre a numerose aziende agricole, c’è anche l’Ospedale Pediatrico “Bambin Gesù” ed è in un area che, oltre ad essere soggetta a vincoli paesaggistici ed archeologici, ha usufruito dei Fondi Europei per lo sviluppo di agricoltura e zootecnia biologica.
È stato anche piantato, simbolicamente , il primo palo del “Forte della Resistenza” che sorgerà esattamente sul luogo dove vorrebbero installare l’inceneritore e che, come ci ha detto Massimo Piras, responsabile del coordinamento regionale, «costituirà, da oggi, l’inizio di una Resistenza vera e propria verso coloro che vogliono assassinare il territorio e con esso i cittadini che lo abitano».


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