Archivio dell'autore: Michele

Se le città sono inquinate, il cittadino va risarcito

Cari tutti, ecco un interessante articolo pubblicato su www.linkiesta.it

Duecentomila euro di risarcimento a duemila cittadini. Tanto dovranno pagare il ministero dell’Ambiente e della Salute secondo il Tar Lazio. Colpevoli, i due dicasteri, di aver lasciato che i cittadini di Lazio, Toscana, Trentino, Lombardia, Umbria, bevessero acqua contenente arsenico. Il ricorso è stato presentato e vinto dal Codacons che adesso sta affilando le unghie per passare da quella che hanno considerato la “prova generale” alla battaglia vera e propria: un milione di ricorrenti da raccogliere in decine di altre città in tutta Italia.

Per Carlo Rienzi, presidente del Codacons, si «tratta di una vittoria importantissima perché pone termine all’impunità di regioni e ministeri che per non spendere i soldi stanziati o non sapendoli spendere, hanno tenuto la popolazione in condizioni di degrado e di rischio di avvelenamento da arsenico. Ora i singoli presidenti delle regioni e i singoli ministri dell’Ambiente e della Salute succedutisi negli ultimi anni, quando promettevano all’Europa bonifiche delle falde in cambio di aumento dei limiti di presenza del metallo velenoso nelle acque, dovranno essere perseguiti dalla Corte dei Conti per rimborsare l’erario dei soldi che dovranno risarcire agli utenti». Secondo il Tar del Lazio, bere «acqua all’arsenico può produrre tumori al fegato, a cistifellea e pelle, nonchè malattie cardiovascolari». Continua a leggere

Lascia un commento

Archiviato in Attualità, Le nuove battaglie

I petrolieri trivellano il mare ma non pagano le royalties

Oggi vi proponiamo un articolo di Stefania uscito su Metro (qui il link per scaricarlo). Si parla di petrolieri e di trivellazioni, di concessioni selvagge e di ecosistemi in pericolo. Buona lettura!

Stop a trivellazioni libere. Lo ha deciso il governo cancellando la norma dal decreto liberalizzazioni. Dopo giorni di proteste l’esecutivo ha ceduto cassando la possibilità di privatizzare le «attività di prospezione, ricerca e coltivazione di idrocarburi».

Ma gli ambientalisti sono ancora in guerra perchè negli ultimi anni sono stati concessi numerosi “permessi di scavo” anche in zone dall’ecosistema fragile e delicato. Continua a leggere

1 commento

Archiviato in Attualità, Le nuove battaglie

A Roccamurata la chiamano “La cava della morte”

Pubblichiamo oggi un articolo di Gabriele Majo, direttore di stadiotardini.com

Si chiama Cava le Predelle ma a Roccamurata di Borgo Val di Taro, piccolo paese nell’Appennino, tutti la chiamano affettuosamente “La cava della morte”.

Perché di lì a lungo si sono estratti – prima della interruzione dell’attività, cui però non è seguita la messa in sicurezza del sito – materiali pericolosi come la tremolite un particolare tipo di ofiolite, alias pietre verdi all’amianto, altamente nocive per la salute dell’uomo, potendo causare terribili malattie oncologiche, come il mesotelioma pleurico e il carcinoma del polmone. Continua a leggere

13 commenti

Archiviato in Amianto, Le nuove battaglie

Domani il processo sui danni causati dalla centrale elettrica Enel di Porto Tolle

Non avevo capito niente.
Me lo ripeto sbattendo il muso contro la carcassa della vecchia centrale Enel del Polesine. Pensavo che il problema fosse il futuro, invece sono davanti alla conta dei danni del passato.
La sagoma della centrale che fu sembra il fantasma di una vecchia e imponente dama dell’antichità sistemato al centro di un salone immenso. Solo che il salone è il Parco regionale del Delta del Po e la vecchia dama è lo scheletro di una centrale da 2.640 MW”. (da Toghe Verdi)

Quel passato presenta un conto oggi: bronchi asmatici, respiri affannosi di adolescenti che hanno avuto l’unica colpa, quella di nascere e vivere nel raggio di 25 chilometri da quella che era la centrale elettrica Enel di Porto Tolle. Continua a leggere

Lascia un commento

Archiviato in Attualità, Enel Porto Tolle, Le battaglie di Togheverdi

Il Comune di Bardi vota sulle cave ricche d’amianto

Riprendiamo un articolo apparso ieri su Altreconomia

Altreconomia titola “Dubbi sulle ‘pietre verdi'” l’articolo dedicato alla cave ricche di amianto dell’Appennino parmense. L’articolo, uscito sul numero di gennaio (in distribuzione in questi giorni) ricostruisce la vicenda dei due poli estrattivi nel Comune di Bardi. Nonostante la messa al bando l’amianto, nel 1992, e la documentazione dell’Arpa Emilia-Romagna che segnala il pericolo delle due cave, il 12 gennaio il consiglio comunale ha ratificato la ripresa dell’attività estrattiva.

Sul numero di gennaio di Altreconomia, a pagina 35 (nell’articolo “Dubbi sulle ‘pietre verdi'”) raccontiamo la vicenda della cave ofiolitiche, ovvero a rischio amianto, dell’Appennino parmense. Ad aiutarci a ricostruire la vicenda, è stato il comitato “Cave all’amianto no grazie”, nato -in particolare- per cercare di bloccare l’iter autorizzativo in corso nel Comune di Bardi, per il rinnovo delle concessioni per ben due cave di “pietre verdi”. Ieri, il Comitato -insieme alla “Rete ambiente Parma”- ha invitato una lettera aperta a tutti i sindaci dei Comuni “ofiolitici” della valli del Taro e del Ceno e anche alla presidenza della Regione Emilia Romagna: giovedì 12, infatti, il consiglio comunale di Bardi sarà chiamato ad approvare il Piano delle attività estrattive, che comprende le due cave ofiolitiche. “Si sappia che sarebbe nel potere del sindaco evitarne la riapertura” scrive il Comitato sul proprio sito. Aggiungendo, come riporta anche Altreconomia, che “le cave in questione (Pietranera e Groppo di Gora), tra l’altro, sono nella lista [redatta dalla Regione Emilia-Romagna, ndr] dei siti contaminati da amianto, e quindi da bonificare”. Continua a leggere

3 commenti

Archiviato in Amianto, Le nuove battaglie

NESSUN DORMA

Per mesi, dopo trent’anni di battaglie mentre i nostri cari concittadini casalesi morivano a causa dell’amianto, Casale Monferrato ha dormito sonni tranquilli certa che il 13 febbraio 2012, con la sentenza al processo Eternit di Torino che va avanti da tre anni, la sveglia della Giustizia ci avrebbe ridestato da un incubo chiamato impunità.

Il risveglio per molti cittadini è stato invece brusco e doloroso in piena notte, fra il 16 e il 17 dicembre, quando l’amministrazione di Casale Monferrato ha deciso di imboccare la strada della transazione economica con i legali dell’imputato per strage Stephan Schmidheiny.

È il tempo del risveglio della dignità di chiunque ha a cuore la memoria delle vittime dell’amianto che ci sono state e l’angoscia per quelle che ci saranno, è il tempo del risveglio di una Comunità come quella casalese che è stufa di subire le morti da amianto e vuole giustizia, è il tempo del risveglio da parte di tutti coloro che hanno ben chiara la vicenda di Casale Monferrato e dei suoi 1.800 morti a causa dell’ Eternit e dei 58 nuovi casi di mesotelioma che ci sono stati nel 2011, è il tempo del risveglio della partecipazione perché è la gente che è protagonista del proprio destino e del rispetto della propria storia.

Per questo, per non svendere la nostra storia e quella dei nostri cari che non ci sono più e per il nostro futuro, a Casale Monferrato sabato 7 gennaio:

NESSUN DORMA!

Associazione Voci della Memoria

2 commenti

Archiviato in Amianto, Le nuove battaglie

Un saluto di fine anno

Perché si scrive un saluto di fine anno.

1. perché si è felici che l’anno corrente sia agli sgoccioli
2. perché si sente il bisogno di darsi un tono
3. perché lo fanno tutti o quasi
4. perché non vogliamo farci dimenticare
5. perché si ha qualcosa di intelligente da dire
6. perché non si ha qualcosa di intelligente da dire
7. perché vogliamo mostrarci spiritosi
8. perché crediamo sia di buon augurio
9. perché in fondo stiamo sempre alla ricerca di tracce sulla sabbia. E speriamo che le nostre le veda qualcuno.

Io scrivo questo saluto di fine d’anno innanzitutto per ringraziare. Continua a leggere

4 commenti

Archiviato in Senza categoria