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	<title>Toghe Verdi</title>
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		<title>Eternit, Torino oggi ci parla di un punto di non ritorno</title>
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		<pubDate>Mon, 13 Feb 2012 17:47:54 +0000</pubDate>
		<dc:creator>stefaniadivertito</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Dal primo all&#8217;ultimo ho voluto sentirli. I nomi e i cognomi, anzi i cognomi e  nomi, nell&#8217;ordine in cui sono stati pronunciati, delle migliaia di vittime e dei parenti, vittime anche loro, dell&#8217;amianto dei due &#8220;signori Eternit&#8221;. Mi son seduta &#8230; <a href="http://togheverdi.wordpress.com/2012/02/13/eternit-torino-oggi-ci-parla-di-un-punto-di-non-ritorno/">Leggi l'articolo completo <span class="meta-nav">&#8594;</span></a><img alt="" border="0" src="http://stats.wordpress.com/b.gif?host=togheverdi.wordpress.com&amp;blog=27976741&amp;post=493&amp;subd=togheverdi&amp;ref=&amp;feed=1" width="1" height="1" />]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://togheverdi.files.wordpress.com/2012/02/eternit2.jpg"><span style="text-align:center; display: block;"><a href="http://togheverdi.wordpress.com/2012/02/13/eternit-torino-oggi-ci-parla-di-un-punto-di-non-ritorno/"><img src="http://img.youtube.com/vi/sdS9Rm850K8/2.jpg" alt="" /></a></span></a>Dal primo all&#8217;ultimo ho voluto sentirli. I nomi e i cognomi, anzi i cognomi e  nomi, nell&#8217;ordine in cui sono stati pronunciati, delle migliaia di vittime e dei parenti, vittime anche loro, dell&#8217;amianto dei due &#8220;signori Eternit&#8221;. Mi son seduta accanto a un amplificatore, mi sono isolata dal mondo intorno e ho seguito la lettura dei nomi, Finocchio Palmira congiunto di Cavaliere Antonio, Costanzo Elisabetta congiunto di&#8230;</p>
<p>Bella la parola &#8220;<strong>congiunto</strong>&#8220;. Giunto con. Uniti, legati. Per sempre, nella vita e in questo dolore. E ora uniti nella storia da una sentenza di giustizia.</p>
<p>Un rosario di nomi che mi ha fatto venire in mente la scena di un film che adoro, &#8220;Il muro di gomma&#8221;. Lì  una voce impersonale leggeva i passeggeri del Dc9 di Ustica a parenti che capivano in quel momento di non poter riabbracciare mai più i loro cari. Qui la voce a tratti emozionata del giudice ha restituito vita e dignità a migliaia di persone.</p>
<p><strong>Abbiamo vinto, oggi.<span id="more-493"></span></strong></p>
<p>Stephan Schmidheiny, 62 anni, e il nobile belga Jean Marie De Cartier, 91 anni sono stati condannati a 16 anni di carcere per disastro doloso e omissione dolosa di cautele sul luogo di lavoro.</p>
<p>Quanto mi piace la formula: doloso. Lo sapevano, erano consapevoli di spacciare morte per posti di lavoro, e hanno perpetuato la condotta, per mesi, anni, decenni. Colpevoli, voi due. E ora dovete pagare. E risarcire quanto non è risarcibile. La perdita di vite umane, il dolore come unica traccia di vita.</p>
<p>Ma oggi abbiamo vinto anche per un altro motivo: perchè la sentenza Eternit, (almeno a sentire il dispositivo della sentenza, ma bisognerà anche attendere le motivazioni) dà fiducia all&#8217;ipotesi accusatoria e sancisce la responsabilità dei vertici aziendali in caso di condotta criminale, di attentato alla salute, non solo dei dipendenti, ma anche di chi ha avuto a che fare a vario titolo con la fabbrica. Perchè viveva lì intorno, perchè ha respirato la fibra killer, perchè faceva il giardiniere, e potando le aiuole comunali si è imbottito i polmoni della merda sparata via, lontana, ben oltre quei cancelli.</p>
<p>C&#8217;è un punto dal quale non si torna più indietro. Questo ci racconta Torino.</p>
<p>Siete avvertiti, a Taranto. Venerdì inizierà il processo contro l&#8217;Ilva. Vale anche per l&#8217;acciaieria della morte.</p>
<p>Siete avvertiti a Paola, dove oltre alla lana la Marlane ha fabbricato devastazione.</p>
<p>E a Sarroch, dove la raffineria ha cambiato la vita non solo di chi vi lavora, ma anche di chi vive lì intorno.</p>
<p>Potrei continuare a lungo. Ma mi fermo qui, e mi tuffo nelle foto dei volti che sorridono, gli uomini e le donne che hanno strappato con i denti questa vittoria.</p>
<p>Qualche giorno fa si parlava di festeggiamenti da queste parti. Eh sì, stasera si stappa.</p>
<p>Gli avvocati di Mr Eternit promettono appello. <strong>Che lo facciano, ci troveranno qui.</strong></p>
<br />  <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gocomments/togheverdi.wordpress.com/493/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/comments/togheverdi.wordpress.com/493/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/godelicious/togheverdi.wordpress.com/493/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/delicious/togheverdi.wordpress.com/493/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gofacebook/togheverdi.wordpress.com/493/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/facebook/togheverdi.wordpress.com/493/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gotwitter/togheverdi.wordpress.com/493/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/twitter/togheverdi.wordpress.com/493/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gostumble/togheverdi.wordpress.com/493/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/stumble/togheverdi.wordpress.com/493/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/godigg/togheverdi.wordpress.com/493/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/digg/togheverdi.wordpress.com/493/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/goreddit/togheverdi.wordpress.com/493/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/reddit/togheverdi.wordpress.com/493/" /></a> <img alt="" border="0" src="http://stats.wordpress.com/b.gif?host=togheverdi.wordpress.com&amp;blog=27976741&amp;post=493&amp;subd=togheverdi&amp;ref=&amp;feed=1" width="1" height="1" />]]></content:encoded>
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		<title>Eternit, aspettando la sentenza con la &#8220;toga verde&#8221; per eccellenza, Raffaele Guariniello</title>
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		<pubDate>Sun, 12 Feb 2012 21:52:01 +0000</pubDate>
		<dc:creator>stefaniadivertito</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Voglio prepararmi a domani, al giorno in cui arriverà la sentenza di primo grado al processo Eternit, segnando bene in memoria quanto ha detto un paio di giorni faRaffaele Guariniello, procuratore aggiunto di Torino, istruttore del processo e una delle &#8230; <a href="http://togheverdi.wordpress.com/2012/02/12/eternit-aspettando-la-sentenza-con-la-toga-verde-per-eccellenza-raffaele-guariniello/">Leggi l'articolo completo <span class="meta-nav">&#8594;</span></a><img alt="" border="0" src="http://stats.wordpress.com/b.gif?host=togheverdi.wordpress.com&amp;blog=27976741&amp;post=481&amp;subd=togheverdi&amp;ref=&amp;feed=1" width="1" height="1" />]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://togheverdi.files.wordpress.com/2012/02/torino_processo_eternit-300x243.jpg"><img class="alignleft  wp-image-482" title="torino_processo_eternit-300x243" src="http://togheverdi.files.wordpress.com/2012/02/torino_processo_eternit-300x243.jpg?w=262&#038;h=213" alt="" width="262" height="213" /></a>Voglio prepararmi a domani, al giorno in cui arriverà la sentenza di primo grado al processo Eternit, segnando bene in memoria quanto ha detto un paio di giorni faRaffaele Guariniello, procuratore aggiunto di Torino, istruttore del processo e una delle toghe verdi più preparate e agguerrite d&#8217;Italia: «Non importa – ha detto Guariniello &#8211; quale sarà l&#8217;esito del nostro processo. L&#8217;importante è portare il problema alla luce del sole. Non solo da noi a Torino, ma dappertutto. Mi hanno mostrato foto e filmati di operai che in Brasile, in India e in Cina non portano nemmeno una mascherina sul volto, altro che protezione totale. Ma l&#8217;uomo non può essere trattato in maniera diversa a seconda di dove vive».</p>
<p><strong>L&#8217;uomo non può essere trattato in maniera diversa a seconda di dove vive. E di dove lavora, aggiungo io.<span id="more-481"></span></strong></p>
<p>E quindi eccoli i numeri del processo Eternit: è iniziato il 6 aprile 2009 in seguito alla maxi inchiesta sui casi di morte da amianto tra gli ex lavoratori di quattro filiali italiane dell&#8217;Eternit, in particolare della sede di casale Monferrato (Torino). Quasi tremila,<strong> 2.889</strong> per l’esattezza, le “persone offese”, <strong>1800</strong> solo a Casale, divenuta città simbolo della lotta all&#8217;amianto. La più grande causa mai celebrata dal tribunale di Torino, vede alla sbarra i due unici indagati dell’inchiesta condotta dal Procuratore aggiunto Raffaele Guariniello. Accusati di disastro doloso e di omissione dolosa di controlli antinfortunistici, sono il miliardario svizzero Stephan Schmidheiny, <strong>62</strong> anni, e il barone belga Jan Luis Marie Ghislain De Cartier De Marchienne, di <strong>88</strong>. Vent&#8217;anni per ciascuno di galera, la richeista dei pm.</p>
<p>La sentenza Eternit è molto attesa, la sua valenza travalicherà la sentenza stessa perchè la decisione dei giudici torinesi in merito alla questione amianto influirà sugli aspetti legali relativi alle morti sul lavoro e al risarcimento delle vittime. «Quando abbiamo cominciato a lavorarci, il caso Eternit sembrava una pazzia. Invece siamo arrivati alla fine. E questo dimostra che si può fare. Ed è necessario farlo anche altrove, per riparare alla grave ingiustizia internazionale che si sta consumando». Il procuratore Raffaele Guariniello è il capo del pool di pm che hanno indagato sui vertici della multinazionale svizzera dell&#8217;amianto, ed è il magistrato che oggi è un modello per i colleghi che, in Italia e all&#8217;estero, vorrebbero occuparsi della questione: in tanti lo contattano per un parere, un consiglio, una relazione, un invito a un convegno.    L&#8217;amianto continua ad essere lavorato in varie parti del mondo, ma le inchieste, anche dove vengono aperte, stentano a decollare. Anche per questo, sulla scia dell&#8217;esperienza maturata dagli avvocati che tutelano le parti civili nel maxiprocesso piemontese, è stata formata un&#8217;associazione internazionale di giuristi, chiamata &#8216;Interforum&#8217;, che avrà sede a Parigi.</p>
<p><strong>L’indagine</strong></p>
<p><strong>Otto anni</strong> di indagini e un fascicolo di circa <strong>200 mila</strong> pagine. È stata una inchiesta “monstre” quella sulle morti per amianto negli stabilimenti della multinazionale svizzera Eternit. Il procuratore Raffaele Guariniello e i sostituti Gianfranco Colace e Sara Panelli hanno dovuto compiere un lavoro immenso: l’inchiesta ha mosso i primi passi nel 2001. Prima di allora c&#8217;erano già stati altri processi per i morti della Eternit, con alcune condanne. Mai, però, si era arrivati a toccare i suoi proprietari svizzeri. Lo fa, per la prima volta, proprio Guariniello, che con il suo pool di magistrati ha voluto appurare l&#8217;eventuale responsabilità dei vertici della multinazionale nelle morti per amianto tra i lavoratori degli stabilimenti Eternit di Casale Monferrato (Alessandria), Cavagnolo (Torino), Rubiera (Reggio Emilia) e Bagnoli (Napoli).</p>
<p>Il magistrato torinese, famoso per le sue battaglie per la sicurezza sul lavoro e la tutela del consumatore, ha appunto ipotizzato i reati di disastro doloso, omissione volontaria di cautele contro gli infortuni e omicidio colposo. Sono state studiate le cartelle cliniche di migliaia di lavoratori, si sono commissionate inchieste epidemiologiche, si sono acquisite agli atti gli indennizzi Inail &#8211; ben<strong> 152 milioni</strong> di euro &#8211; si sono effettuate decine e decine di interrogatori. Il 10 ottobre 2008 la richiesta di rinvio a giudizio per Stephan Schmidheiny e il nobile belga Jean Louis Marie Ghislain De Cartier.    L&#8217;udienza preliminare, con le sue 2.889 persone offese e migliaia di persone arrivate a Torino da tutta Italia, con autobus, treni, portati nella capitale dell’amianto da decine di associazioni per l’assistenza alle famiglie delle vittime, ha avuto inizio il 6 aprile 2009, proprio mentre a L’Aquila si stava scatenando il terremoto. La decisione del gup, Cristina Palmesino, è del successivo <strong>22 luglio:</strong> Schmidheiny e Ghislain De Cartier vengono rinviati a giudizio con l&#8217;accusa di disastro doloso e rimozione volontaria di cautele. Il dibattimento si è snodato attraverso 65 udienze, con <strong>6.392 parti civili,</strong> tra il 2009 e il 2011.</p>
<p><strong>Il resto sarà storia da oggi.</strong></p>
<br />  <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gocomments/togheverdi.wordpress.com/481/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/comments/togheverdi.wordpress.com/481/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/godelicious/togheverdi.wordpress.com/481/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/delicious/togheverdi.wordpress.com/481/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gofacebook/togheverdi.wordpress.com/481/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/facebook/togheverdi.wordpress.com/481/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gotwitter/togheverdi.wordpress.com/481/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/twitter/togheverdi.wordpress.com/481/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gostumble/togheverdi.wordpress.com/481/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/stumble/togheverdi.wordpress.com/481/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/godigg/togheverdi.wordpress.com/481/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/digg/togheverdi.wordpress.com/481/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/goreddit/togheverdi.wordpress.com/481/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/reddit/togheverdi.wordpress.com/481/" /></a> <img alt="" border="0" src="http://stats.wordpress.com/b.gif?host=togheverdi.wordpress.com&amp;blog=27976741&amp;post=481&amp;subd=togheverdi&amp;ref=&amp;feed=1" width="1" height="1" />]]></content:encoded>
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		<title>Un&#8217;altra buona notizia? Da non crederci (Invece è vero, ma solo per metà)</title>
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		<pubDate>Wed, 08 Feb 2012 18:49:40 +0000</pubDate>
		<dc:creator>stefaniadivertito</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Il fumo di quei camini inquinava. Il fumo, che usciva da quei camini tra il 1998 e il 2004, ha causato danni ambientali ma anche, e soprattutto, sanitari. Bel colpo, per la procura di Rovigo. Il Gup ha accolto la &#8230; <a href="http://togheverdi.wordpress.com/2012/02/08/unaltra-buona-notizia-da-non-crederci-invece-e-vero-almeno-per-meta/">Leggi l'articolo completo <span class="meta-nav">&#8594;</span></a><img alt="" border="0" src="http://stats.wordpress.com/b.gif?host=togheverdi.wordpress.com&amp;blog=27976741&amp;post=474&amp;subd=togheverdi&amp;ref=&amp;feed=1" width="1" height="1" />]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://togheverdi.files.wordpress.com/2012/02/centrale-p-tolle-attuale13.jpg"><img class="alignleft size-medium wp-image-475" title="centrale P.Tolle attuale[1]" src="http://togheverdi.files.wordpress.com/2012/02/centrale-p-tolle-attuale13.jpg?w=300&#038;h=225" alt="" width="300" height="225" hspace="6" vspace="6" /></a>Il fumo di quei camini inquinava. Il fumo, che usciva da quei camini tra il 1998 e il 2004, ha causato danni ambientali ma anche, e soprattutto, sanitari.</p>
<p>Bel colpo, per la procura di Rovigo. Il Gup ha accolto la tesi del pm Fasolato e ha rinviato a giudizio gli amministratori Enel e gli ex direttori della centrale termoelettrica a olio combustibile di Porto Tolle.</p>
<p>Aspettavamo da tempo che le indagini finissero e il processo iniziasse, e <strong>finalmente ci siamo</strong>.</p>
<p>Ricordo bene quando a fine luglio <strong>Giorgio Crepaldi,</strong> del comitato Cittadini Liberi, mi ha portato in giro per il Parco del Delta del Po. Mi ha fatto notare come la centrale fosse seduta, quasi accoccolata, in mezzo al territorio sparso dei comuni del Parco.</p>
<p>In quei sei anni a cavallo di secolo l&#8217;Enel avrebbe potuto &#8220;ambientalizzare&#8221; gli impianti, adeguarli, cioè alla miglior normativa ambientale, ma non l&#8217;ha fatto, e così la procura indaga. Perchè a causa di quel ritardi ci sono state decine di persone ammalate, bambini compresi. Gli effetti di quei fumi tossici, ha accertato uno studio commissionato dalla procura, si sentivano fino a 14 chilometri di distanza.</p>
<p>Il passato è d&#8217;obbligo. Purtroppo, però, potrebbe diventare già futuro.<span id="more-474"></span></p>
<p>A causa del cosiddetto allarme gas, infatti, (la riduzione dell&#8217;importazione dalla Russia e oggi anche dall&#8217;Algeria del prezioso carburante) e dell&#8217;impennata dei consumi domestici dovuti al maltempo, l&#8217;Enel ha avuto il via libera per la riattivazione a olio combustibile di alcune centrali che giaccioni in giro per l&#8217;Italia come &#8220;cellule dormienti&#8221;. Accese già ieri Piombino e Livorno, oggi Montalto di Castro, la prossima nella lista sarà proprio Porto Tolle.</p>
<p style="text-align:left;" align="CENTER">Oggi la centrale è ferma. Su Porto Tolle pende un procedimento per la sua trasformazione a carbone: con questa conversione, fa i conti il Wwf, <strong>in 1 anno sarebbero prodotti 10 milioni tonnellate di CO2, 3700 tonnellate di ossidi di azoto e 3700 ossidi di zolfo.</strong></p>
<p style="text-align:left;" align="CENTER"><strong>Greenpeace, Legambiente e Wwf ieri hanno espresso apprezzamento per la coraggiosa toga verde rodigina, però adesso a causa del maltempo, l&#8217;incubo fumi tossici potrebbe diventare nuova realtà.<br />
</strong><strong></strong></p>
<br />  <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gocomments/togheverdi.wordpress.com/474/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/comments/togheverdi.wordpress.com/474/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/godelicious/togheverdi.wordpress.com/474/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/delicious/togheverdi.wordpress.com/474/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gofacebook/togheverdi.wordpress.com/474/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/facebook/togheverdi.wordpress.com/474/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gotwitter/togheverdi.wordpress.com/474/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/twitter/togheverdi.wordpress.com/474/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gostumble/togheverdi.wordpress.com/474/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/stumble/togheverdi.wordpress.com/474/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/godigg/togheverdi.wordpress.com/474/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/digg/togheverdi.wordpress.com/474/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/goreddit/togheverdi.wordpress.com/474/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/reddit/togheverdi.wordpress.com/474/" /></a> <img alt="" border="0" src="http://stats.wordpress.com/b.gif?host=togheverdi.wordpress.com&amp;blog=27976741&amp;post=474&amp;subd=togheverdi&amp;ref=&amp;feed=1" width="1" height="1" />]]></content:encoded>
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		<title>Stasera festeggiamo Casale Monferrato, Italia</title>
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		<pubDate>Fri, 03 Feb 2012 18:08:29 +0000</pubDate>
		<dc:creator>stefaniadivertito</dc:creator>
				<category><![CDATA[Amianto]]></category>
		<category><![CDATA[Le battaglie di Togheverdi]]></category>
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		<category><![CDATA[casale monferrato]]></category>
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		<category><![CDATA[inquinamento]]></category>

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		<description><![CDATA[Qualcuno ha scritto che stapperà una bottiglia di buon Barolo, stasera. Qualcuno promette di ubriacarsi. Qualcun altro è proiettato al 13 febbraio, il giorno della sentenza. Io sono dietro le finestre e vedo una Roma incredibilmente innevata. E mi sembra &#8230; <a href="http://togheverdi.wordpress.com/2012/02/03/stasera-festeggiamo-casale-monferrato-italia/">Leggi l'articolo completo <span class="meta-nav">&#8594;</span></a><img alt="" border="0" src="http://stats.wordpress.com/b.gif?host=togheverdi.wordpress.com&amp;blog=27976741&amp;post=386&amp;subd=togheverdi&amp;ref=&amp;feed=1" width="1" height="1" />]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://togheverdi.files.wordpress.com/2012/02/neve.jpg"><img class="alignleft size-medium wp-image-387" title="neve" src="http://togheverdi.files.wordpress.com/2012/02/neve.jpg?w=300&#038;h=225" alt="" width="300" height="225" /></a>Qualcuno ha scritto che stapperà una bottiglia di buon Barolo, stasera.</p>
<p>Qualcuno promette di ubriacarsi.</p>
<p>Qualcun altro è proiettato al 13 febbraio, il giorno della sentenza.</p>
<p>Io sono dietro le finestre e vedo una Roma incredibilmente innevata. E mi sembra che il silenzio che circonda la città sia perfetto per questa serata. Perchè voglio godere di questa notizia, farla scendere dentro di me, farla radicare, perchè sia bagaglio culturale del futuro.</p>
<p>Il comune di Casale Monferrato ha deciso, una manciata di ore fa, di dire no ai 18 milioni di euro promessi da Mr. Eternit. Non un regalo, ma una offerta d&#8217;acquisto. L&#8217;ex magnate della fabbrica che ha appestato Casale, ma non solo, uccidendo solo lì 1800 persone, voleva in cambio che il comune simbolo della lotta contro l&#8217;amianto, uscisse dal processo ritirando la costituzione di parte civile.</p>
<p>Beh, la tentazione c&#8217;è stata. E pure il primo sì. A dicembre. Non le dimentico le cronache di quei giorni. Cittadini trattati come appestati, messi alla porta durante il consiglio comunale in cui Casale disse sì.<span id="more-386"></span></p>
<p>Cosa è successo in poco più di un mese? Eccola la mia buona notizia con cui festeggio stasera: l&#8217;indignazione popolare, il no, sussurrato rabbioso, poi urlato e infine condiviso, ha fatto muovere il ministero della Sanità. Qualche giorno fa il sindaco di Casale ha incontrato il ministro Balduzzi che ha promesso soldi, per la bonifica, per la ricerca contro il mesotelioma. E questo, ha scritto il primo cittadino della cittadina piemontese, ha fatto cambiare idea.</p>
<p>Non è esatto, caro sindaco. Io credo che tu l&#8217;abbia sentita, la voce della tua gente. Le proteste, l&#8217;allontanamento. Lo hai letto cosa postavano su Facebook. Forse ti sarai soffermato a pensare quanto vale una vita. Forse hai temuto di passare alla storia come il sindaco meno amato, l&#8217;esempio, non solo a Calsale ma in tutta Italia, di cosa accade quando il profumo dei soldi vale più di ogni altra cosa.</p>
<p>Io festeggio questo, la gente che s&#8217;è incazzata e che ha saputo, con le parole, mica con le bombe?, far deviare il corso della storia.</p>
<p>Mi piacete, uomini e donne di Casale Monferrato, e siete un esempio per tanti luoghi d&#8217;Italia, focolai di disastri e di attentati alla salute pubblica.</p>
<p>Siete esempio per i cittadini della Valsugana, che hanno ottenuto un&#8217;oblazione dai proprietari delle Acciaierie, ma che devono ancora prendere coraggio e puntare la posta ricevuta su un&#8217;altra scommessa, ben più grossa: indagare le cause di morte che stanno decimando le famiglie.</p>
<p>Siete esempio per Riano e Corcolle, vicino Roma, e date loro la forza per mettere energia e coraggio nelle loro proteste.</p>
<p>E a Napoli, Paola, Savona, Trento, Taranto, Bari, Gela, Cagliari&#8230; Si combatte ovunque. Stasera, c&#8217;è un punto per noi.</p>
<p>Godiamocelo, e ognuno stappi quello che può.</p>
<p>Stefania</p>
<br />  <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gocomments/togheverdi.wordpress.com/386/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/comments/togheverdi.wordpress.com/386/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/godelicious/togheverdi.wordpress.com/386/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/delicious/togheverdi.wordpress.com/386/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gofacebook/togheverdi.wordpress.com/386/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/facebook/togheverdi.wordpress.com/386/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gotwitter/togheverdi.wordpress.com/386/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/twitter/togheverdi.wordpress.com/386/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gostumble/togheverdi.wordpress.com/386/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/stumble/togheverdi.wordpress.com/386/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/godigg/togheverdi.wordpress.com/386/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/digg/togheverdi.wordpress.com/386/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/goreddit/togheverdi.wordpress.com/386/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/reddit/togheverdi.wordpress.com/386/" /></a> <img alt="" border="0" src="http://stats.wordpress.com/b.gif?host=togheverdi.wordpress.com&amp;blog=27976741&amp;post=386&amp;subd=togheverdi&amp;ref=&amp;feed=1" width="1" height="1" />]]></content:encoded>
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		<title>Casale Monferrato, non tradire i tuoi cittadini</title>
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		<pubDate>Tue, 31 Jan 2012 11:23:01 +0000</pubDate>
		<dc:creator>stefaniadivertito</dc:creator>
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		<category><![CDATA[Le battaglie di Togheverdi]]></category>

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		<description><![CDATA[È oggi il giorno definitivo, della scelta. Scade oggi il termine entro il quale, se volesse, il comune di Casale Monferrato potrebbe invertire l&#8217;ordine della cronaca. La cronaca è fatta di denaro che può comprare tutto. Di potere che surclassa &#8230; <a href="http://togheverdi.wordpress.com/2012/01/31/casale-monferrato-non-tradire-i-tuoi-cittadini/">Leggi l'articolo completo <span class="meta-nav">&#8594;</span></a><img alt="" border="0" src="http://stats.wordpress.com/b.gif?host=togheverdi.wordpress.com&amp;blog=27976741&amp;post=378&amp;subd=togheverdi&amp;ref=&amp;feed=1" width="1" height="1" />]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<div id="attachment_381" class="wp-caption alignleft" style="width: 310px"><img class="size-medium wp-image-381" title="eternit" src="http://togheverdi.files.wordpress.com/2012/01/eternit1.jpg?w=300&#038;h=222" alt="" width="300" height="222" /><p class="wp-caption-text">foto tratta da ecoblog.it</p></div>
<p>È oggi il giorno definitivo, della scelta.</p>
<p>Scade oggi il termine entro il quale, se volesse, il comune di Casale Monferrato potrebbe invertire l&#8217;ordine della cronaca.</p>
<p>La cronaca è fatta di denaro che può comprare tutto. Di potere che surclassa la buona volontà. Di Davide che soccombe al Golia di turno.</p>
<p>Oggi il sindaco del comune di Casale Monferrato può ancora decidere di non accettare i soldi messi a disposizione da Mr. Eternit.<br />
Non si tratta di un pugno di noccioline, ma neanche tutti i dollari della Federal Reserve potrebbero ripagare 1.800 morti, nella sola Casale.</p>
<p>E mica sono solo gli operai della fabbrica della morte? Sono morti giardinieri, postini, donne, ragazze. Tutti con quella fibra letale nei polmoni.</p>
<p>Sindaco, questo è un appello che sta arrivando da tutta Italia. La sente la voce del dissenso? Non accenda la televisione, non la troverà. Si colleghi a internet, ascolti i suoi cittadini che si fanno forza a vicenda su Facebook, nell&#8217;associazione Voci della Memoria, nelle assemblee. Che chiedono sponda alla loro voce, e la trovano, nei blog, nei quotidiani, sui siti di informazione. Digiti oggi le parole Casale Monferrato Eternit su google news, non potrà rimanere sordo.</p>
<p>Ha un ruolo pubblico, signor sindaco, lei rappresenta i cittadini di Casale, ma non solo. Rappresenta le vittime della Eternit, ma non solo. Lei può rappresentare oggi chi ha subito ingiustizia, ovunque si trovino, ovunque abitino.</p>
<p>Coraggio, e dica quel no.</p>
<p>Mr. Eternit, prenda i suoi soldi e fugga via.</p>
<p>E ci vediamo a Torino, il 13 febbraio, quando sarà letta la sentenza.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>Ecco due articoli dove trovare le informazioni sulla vicenda:</p>
<p><a title="Linkiesta sul risarcimento" href="http://www.linkiesta.it/casale-monferrato-risarcimento" target="_blank">http://www.linkiesta.it/casale-monferrato-risarcimento</a></p>
<p><a title="La storia del processo" href="http://www.linkiesta.it/eternit-casale-monferrato" target="_blank">http://www.linkiesta.it/eternit-casale-monferrato</a></p>
<br />  <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gocomments/togheverdi.wordpress.com/378/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/comments/togheverdi.wordpress.com/378/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/godelicious/togheverdi.wordpress.com/378/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/delicious/togheverdi.wordpress.com/378/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gofacebook/togheverdi.wordpress.com/378/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/facebook/togheverdi.wordpress.com/378/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gotwitter/togheverdi.wordpress.com/378/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/twitter/togheverdi.wordpress.com/378/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gostumble/togheverdi.wordpress.com/378/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/stumble/togheverdi.wordpress.com/378/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/godigg/togheverdi.wordpress.com/378/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/digg/togheverdi.wordpress.com/378/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/goreddit/togheverdi.wordpress.com/378/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/reddit/togheverdi.wordpress.com/378/" /></a> <img alt="" border="0" src="http://stats.wordpress.com/b.gif?host=togheverdi.wordpress.com&amp;blog=27976741&amp;post=378&amp;subd=togheverdi&amp;ref=&amp;feed=1" width="1" height="1" />]]></content:encoded>
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	</item>
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		<title>L&#8217;Ilva inquina. La &#8220;scoperta&#8221; dei periti</title>
		<link>http://togheverdi.wordpress.com/2012/01/29/lilva-inquina-la-scoperta-dei-periti/</link>
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		<pubDate>Sun, 29 Jan 2012 21:33:50 +0000</pubDate>
		<dc:creator>stefaniadivertito</dc:creator>
				<category><![CDATA[Acciaierie Valsugane]]></category>
		<category><![CDATA[Le battaglie di Togheverdi]]></category>
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		<description><![CDATA[Nelle lunghe chiacchierate con i tarantini mi ha sempre colpito la loro tenacia nella lotta e la loro capacità di restare lì, ad aspettare la giustizia, chiedendo attenzione nel resto d&#8217;Italia, attenzione che solo raramente, purtroppo, c&#8217;è stata. Adesso la &#8230; <a href="http://togheverdi.wordpress.com/2012/01/29/lilva-inquina-la-scoperta-dei-periti/">Leggi l'articolo completo <span class="meta-nav">&#8594;</span></a><img alt="" border="0" src="http://stats.wordpress.com/b.gif?host=togheverdi.wordpress.com&amp;blog=27976741&amp;post=371&amp;subd=togheverdi&amp;ref=&amp;feed=1" width="1" height="1" />]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://togheverdi.files.wordpress.com/2012/01/ilva.jpg"><img class="size-full wp-image" src="http://togheverdi.files.wordpress.com/2012/01/ilva.jpg?w=490" alt="Image" /></a></p>
<p>Nelle lunghe chiacchierate con i tarantini mi ha sempre colpito la loro tenacia nella lotta e la loro capacità di restare lì, ad aspettare la giustizia, chiedendo attenzione nel resto d&#8217;Italia, attenzione che solo raramente, purtroppo, c&#8217;è stata.</p>
<p>Adesso la giustizia, anzi <strong>la Giustizia</strong>, con la lettera maiuscola, potrebbe essere in dirittura di arrivo.</p>
<p>Le emissioni di gas, vapori, polveri e diossina che ogni giorno, e ogni notte, vengono sputate fuori dai camini dell&#8217;Ilva crea pericoli per la salute dei suoi lavoratori e della gente. E gli animali abbattuti nei mesi scorsi perchè ammalatisi pascolando nell&#8217;area industriale di Taranto avevano quasi impresso il marchiò di quelle emissioni, e l&#8217;azienda non ha fatto tutto quello che le compete per evitare quei pericoli.</p>
<p>Lo hanno scritto, nero su bianco, i periti chimici nella prima parte della<strong> maxi perizia</strong> depositata alla segreteria del gip di Taranto Patrizia Todisco,</p>
<p>La perizia si inquadra nell’incidente probatorio dell’inchiesta aperta dal procuratore Franco Sebastio, dall’aggiunto Pietro Argentino e dal sostituto Mariano Buccoliero (a proposito di <strong>Toghe Verdi</strong>&#8230;) nella quale risultano indagati Emilio e Nicola Riva, il direttore Luigi Capogrosso, il capo area cokerie Ivan Di Maggio, il capo area Agglomerato Angelo Cavallo.<span id="more-371"></span></p>
<p>Sono accusati di disastro colposo e doloso, omissione dolosa di cautele contro gli infortuni sul lavoro, avvelenamento di sostanze alimentari, inquinamento atmosferico, danneggiamento aggravato di beni pubblici, getto e sversamento di sostanze pericolose. A questi periti il gip ha affiancato in seguito tre esperti sugli aspetti epidemiologici e medici causati dai fattori inquinanti.</p>
<p>Sei i quesiti ai quali i periti dovevano rispondere e l&#8217; immagine dell&#8217;Ilva ne esce sempre macchiata da pecche. I periti scrivono, ad esempio, di «notevoli quantità di inquinanti rilasciate dalle emissioni» dello stabilimento tarantino, anche se specificano che le emissioni sono  nei limiti di legge.</p>
<p>La <strong>contaminazione degli animali</strong>, poi abbattuti, che pascolavano nelle vicinanze del Siderurgico viene legata dai periti soprattutto all&#8217; attività di sinterizzazione, nell&#8217;area agglomerazione della più grande fabbrica di acciaio d&#8217;Europa. Un&#8217;azienda, l&#8217;Ilva di Taranto &#8211; per i periti &#8211; che non assolve a tutti i compiti in materia di tutela ambientale. Perchè, ad esempio, dalle analisi «emerge la quantità rilevante di polveri che viene rilasciata dagli impianti, anche dopo gli interventi di adeguamento». L&#8217;indice viene puntato soprattutto sulle polveri che fuoriescono dall&#8217;acciaieria per il fenomeno dello “<em>slopping</em>”, cioè quell’espulsione di gas e nubi rossastre dai camini. Non solo, ma poichè le emissioni provengono da impianti nei quali sono svolte anche attività di recupero, già dal lontano 17 agosto 1999 le stesse emissioni «dovevano essere presidiate da sistemi di controllo automatico in continuo dei parametri inquinanti», che invece non ci sono. Di conseguenza «non c&#8217;è alcun elemento che dimostri il rispetto dei limiti previsti». Un richiamo forte i periti lo rivolgono all&#8217;Ilva, nelle loro conclusioni, sull&#8217;applicazione delle Bat (le migliori tecnologie possibili) in materia ambientale. «Esse risultano in generale adottate &#8211; scrivono &#8211; anche se in alcune aree si rileva solo una parziale applicazione delle stesse, ovvero l&#8217;adozione di Bat che garantiscano una minore performance ambientale rispetto a quelle migliori». In qualche caso, si sottolinea, si fa riferimento più al protocollo europeo (Bref) che alle Bat, la cui adozione «garantirebbe la riduzione degli inquinanti emessi». «I periti della Procura hanno dato una risposta limpida ad una città inquinata che ha fame di giustizia e sete di verità», hanno commentato le associazioni ambientaliste. Ovvero, si può e si deve fare molto di più.</p>
<p>Amici di Taranto, forza.</p>
<p>A <strong>Borgo Valsugana</strong> i cittadini dell’associazione <a title="Valsugana Attiva" href="http://www.valsuganattiva.it" target="_blank">Valsugana Attiva</a> hanno installato un sistema di videosorveglianza per monitorare le emissioni dell’acciaieria, che in realtà è una fonderia.</p>
<p>È questa la strada: i cittadini che si fanno controllori.</p>
<br />  <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gocomments/togheverdi.wordpress.com/371/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/comments/togheverdi.wordpress.com/371/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/godelicious/togheverdi.wordpress.com/371/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/delicious/togheverdi.wordpress.com/371/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gofacebook/togheverdi.wordpress.com/371/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/facebook/togheverdi.wordpress.com/371/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gotwitter/togheverdi.wordpress.com/371/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/twitter/togheverdi.wordpress.com/371/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gostumble/togheverdi.wordpress.com/371/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/stumble/togheverdi.wordpress.com/371/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/godigg/togheverdi.wordpress.com/371/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/digg/togheverdi.wordpress.com/371/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/goreddit/togheverdi.wordpress.com/371/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/reddit/togheverdi.wordpress.com/371/" /></a> <img alt="" border="0" src="http://stats.wordpress.com/b.gif?host=togheverdi.wordpress.com&amp;blog=27976741&amp;post=371&amp;subd=togheverdi&amp;ref=&amp;feed=1" width="1" height="1" />]]></content:encoded>
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		<title>Se le città sono inquinate, il cittadino va risarcito</title>
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		<pubDate>Wed, 25 Jan 2012 20:50:01 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Michele</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Cari tutti, ecco un interessante articolo pubblicato su www.linkiesta.it Duecentomila euro di risarcimento a duemila cittadini. Tanto dovranno pagare il ministero dell’Ambiente e della Salute secondo il Tar Lazio. Colpevoli, i due dicasteri, di aver lasciato che i cittadini di &#8230; <a href="http://togheverdi.wordpress.com/2012/01/25/se-le-citta-sono-inquinate-il-cittadino-va-risarcito/">Leggi l'articolo completo <span class="meta-nav">&#8594;</span></a><img alt="" border="0" src="http://stats.wordpress.com/b.gif?host=togheverdi.wordpress.com&amp;blog=27976741&amp;post=353&amp;subd=togheverdi&amp;ref=&amp;feed=1" width="1" height="1" />]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://togheverdi.files.wordpress.com/2012/01/inquinamento.jpg"><img class="alignleft  wp-image-366" title="inquinamento" src="http://togheverdi.files.wordpress.com/2012/01/inquinamento.jpg?w=252&#038;h=189" alt="" width="252" height="189" hspace="6" vspace="6" /></a>Cari tutti, ecco un interessante articolo pubblicato su <a href="http://www.linkiesta.it/codacons-tar-lazio-arsenico-risarcimento" target="_blank">www.linkiesta.it</a></p>
<p><strong>Duecentomila euro di risarcimento a duemila cittadini.</strong> Tanto dovranno pagare il ministero dell’Ambiente e della Salute secondo il Tar Lazio. Colpevoli, i due dicasteri, di aver lasciato che i cittadini di Lazio, Toscana, Trentino, Lombardia, Umbria, bevessero acqua contenente arsenico. Il ricorso è stato presentato e vinto dal Codacons che adesso sta affilando le unghie per passare da quella che hanno considerato la “prova generale” alla battaglia vera e propria: un milione di ricorrenti da raccogliere in decine di altre città in tutta Italia.</p>
<p><strong>Per Carlo Rienzi, presidente del Codacons</strong>, si «tratta di una vittoria importantissima perché pone termine all&#8217;impunità di regioni e ministeri che per non spendere i soldi stanziati o non sapendoli spendere, hanno tenuto la popolazione in condizioni di degrado e di rischio di avvelenamento da arsenico. Ora i singoli presidenti delle regioni e i singoli ministri dell&#8217;Ambiente e della Salute succedutisi negli ultimi anni, quando promettevano all&#8217;Europa bonifiche delle falde in cambio di aumento dei limiti di presenza del metallo velenoso nelle acque, dovranno essere perseguiti dalla Corte dei Conti per rimborsare l&#8217;erario dei soldi che dovranno risarcire agli utenti». Secondo il Tar del Lazio, bere «acqua all&#8217;arsenico può produrre tumori al fegato, a cistifellea e pelle, nonchè malattie cardiovascolari».<span id="more-353"></span></p>
<p><strong>Questi i fatti. Ma la vera notizia è nascosta tra le righe</strong> della motivazione della sentenza.  «Fornire servizi insufficienti o difettosi o inquinati &#8211; c’è scritto &#8211; determina la responsabilità della pubblica amministrazione per danno alla vita di relazione, stress, rischio di danno alla salute».</p>
<div>
<p><strong>A ben guardare l’arsenico</strong> – benché importante – è solo uno dei problemi che affliggono le nostre malate città. Smog, ciclo dei rifiuti, traffico. Basta anche il rischio di danno alla salute a generare il fondato ricorso al Tar e il riconoscimento del diritto leso. «Ora questa strada &#8211; prosegue l&#8217;associazione &#8211; sarà percorsa anche per chiedere i danni da inquinamento dell&#8217;aria e da degrado sia a Napoli sia a Roma e nelle altre grandi città in cui la vivibilità è fortemente pregiudicata dal degrado ambientale».</p>
<p><strong>La prossima tappa, quindi, è il nuovo megaricorso in preparazione</strong>: «Si può già aderire &#8211; afferma il Codacons &#8211; seguendo le istruzioni sul sito <a title="www.codacons.it" href="http://www.codacons.it/">www.codacons.it</a> e si agirà, come indica il Tar, anche contro gli Ato di appartenenza per chiedere un ribasso immediato delle tariffe a la restituzione di quelle versate per avere in cambio acqua avvelenata. Il Tar ha riaffermato che l&#8217;acqua fornita ai cittadini deve essere salubre e la tariffa legata proprio alla qualità di essa, da cui l&#8217;indicazione di agire contro le Ato che non potevano non tenere conto di questo dato nel determinare la tariffa».</p>
<p><strong>Non solo, il Codacons precisa che il Tar si è soffermato</strong> su un altro importante principio, ossia «il fatto illecito costituito dall&#8217;esposizione degli utenti del servizio idrico ricorrenti ad un fattore di rischio &#8211; l&#8217;amianto disciolto in acqua oltre i limiti consentiti in deroga dall&#8217;Unione Europea -, almeno in parte riconducibile, per entità e tempi di esposizione, alla violazione delle regole di buona amministrazione».</p>
<p><strong>Infatti – precisa anche il tribunale amministrativo</strong> – è certa la «pericolosità per la salute umana derivante da un’esposizione prolungata all’arsenico presente nell’acqua potabile, anche in quantità piccolissime, come risultante dalla ricerca condotta su oltre 11.700 persone in Bangladesh e pubblicato nell’edizione online della rivista scientifica <em>The Lancet</em>, che ha dimostrato che la presenza di arsenico in elevate concentrazioni nel sangue aumenta in modo significativo il rischio di tumori. Secondo le stime effettuate dall’Organizzazione Mondiale della Sanità, inoltre, in Bangladesh a partire dagli anni ’70 almeno 35 milioni di persone hanno bevuto acqua contaminata con piccolissime quantità di arsenico, e secondo lo studio Heals (Health Effects of Arsenic Longitudinal Study) coordinato da Habibul Ahsan dell’Università di Chicago, ciò è stato sufficiente a provocare il 21% delle morti per tutte le cause e il 24% di quelle attribuite a malattie croniche (in prevalenza, tumori al fegato, cistifellea e pelle e malattie cardiovascolari)».</p>
<p><strong>Sentenza che aprirà la strada a numerose denunce penali. </strong>La vicenda, è solo agli inizi.</p>
</div>
<br />  <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gocomments/togheverdi.wordpress.com/353/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/comments/togheverdi.wordpress.com/353/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/godelicious/togheverdi.wordpress.com/353/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/delicious/togheverdi.wordpress.com/353/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gofacebook/togheverdi.wordpress.com/353/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/facebook/togheverdi.wordpress.com/353/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gotwitter/togheverdi.wordpress.com/353/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/twitter/togheverdi.wordpress.com/353/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gostumble/togheverdi.wordpress.com/353/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/stumble/togheverdi.wordpress.com/353/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/godigg/togheverdi.wordpress.com/353/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/digg/togheverdi.wordpress.com/353/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/goreddit/togheverdi.wordpress.com/353/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/reddit/togheverdi.wordpress.com/353/" /></a> <img alt="" border="0" src="http://stats.wordpress.com/b.gif?host=togheverdi.wordpress.com&amp;blog=27976741&amp;post=353&amp;subd=togheverdi&amp;ref=&amp;feed=1" width="1" height="1" />]]></content:encoded>
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		<title>I petrolieri trivellano il mare ma non pagano le royalties</title>
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		<pubDate>Tue, 24 Jan 2012 14:58:19 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Michele</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Oggi vi proponiamo un articolo di Stefania uscito su Metro (qui il link per scaricarlo). Si parla di petrolieri e di trivellazioni, di concessioni selvagge e di ecosistemi in pericolo. Buona lettura! Stop a trivellazioni libere. Lo ha deciso il governo cancellando &#8230; <a href="http://togheverdi.wordpress.com/2012/01/24/i-petrolieri-trivellano-il-mare-ma-non-pagano-le-royalties/">Leggi l'articolo completo <span class="meta-nav">&#8594;</span></a><img alt="" border="0" src="http://stats.wordpress.com/b.gif?host=togheverdi.wordpress.com&amp;blog=27976741&amp;post=338&amp;subd=togheverdi&amp;ref=&amp;feed=1" width="1" height="1" />]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://togheverdi.files.wordpress.com/2012/01/cartina_trivellazioni_italia.jpg"><img class="alignleft size-medium wp-image-342" title="cartina_trivellazioni_italia" src="http://togheverdi.files.wordpress.com/2012/01/cartina_trivellazioni_italia.jpg?w=270&#038;h=300" alt="" width="270" height="300" hspace="6" vspace="6" /></a>Oggi vi proponiamo un articolo di Stefania uscito su Metro (<a href="http://togheverdi.files.wordpress.com/2012/01/pagina-metro.jpg" target="_blank">qui il link per scaricarlo</a>). Si parla di petrolieri e di trivellazioni, di concessioni selvagge e di ecosistemi in pericolo. Buona lettura!</p>
<p><strong>Stop a trivellazioni libere</strong>. Lo ha deciso il governo cancellando la norma dal <strong>decreto liberalizzazioni</strong>. Dopo giorni di proteste l’esecutivo ha ceduto cassando la possibilità di privatizzare le «attività di prospezione, ricerca e coltivazione di idrocarburi».</p>
<p>Ma gli ambientalisti sono ancora in guerra perchè negli ultimi anni sono stati concessi <strong>numerosi “permessi di scavo”</strong> anche in zone <strong>dall’ecosistema fragile e delicato</strong>.<span id="more-338"></span></p>
<p>Come denunciato nel <strong>dossier lanciato dal WWF</strong> (<a href="http://togheverdi.files.wordpress.com/2012/01/wwf_dossier-petrolio-trivellazioni_2012_lr.pdf" target="_blank">qui per scaricare il dossier</a>) in Italia <strong>su 136 concessioni</strong> di coltivazione in terra di idrocarburi liquidi e gassosi attive in Italia nel 2010, solo <strong>21 hanno pagato le royalties</strong> alle amministrazioni pubbliche italiane, su 70 coltivazioni a mare, solo 28 le hanno pagate. <strong>Su 59 società</strong> che nel 2010 operano in Italia <strong>solo 5 pagano le royalties</strong> (ENI, Shell, Edison, Gas Plus Italiana ed ENI/Mediterranea idrocarburi). <strong>Petrolieri e morosi</strong>, quindi.  Come se non bastasse, esiste un amplissimo sistema di <strong>esenzioni</strong>, di aliquote sul prodotto e di <strong>canoni di concessione bassissimi</strong>, oltre ad agevolazioni e incentivi che, secondo il Wwf, le nostre acque sono oggetto di «una ricerca sovradimensionata di oro nero o di gas. Questo nonostante il petrolio, ad esempio, sia notoriamente poco e di scarsa qualità (la produzione italiana di petrolio equivale allo 0,1% del prodotto globale e il nostro Paese è al 49mo posto tra i produttori).</p>
<p>E la <strong>corsa all’oro nero</strong> non si ferma: se pensiamo che al <strong>2011</strong> sono<strong> 82 le istanze di permesso di ricerca e i permessi di ricerca di idrocarburi liquidi o gassosi in mare</strong> (74 dei quali nelle regioni del<strong> Centro-Sud</strong>, 39 nella sola Sicilia) presentati al Ministero dello Sviluppo economico. Sono invece <strong>204 le istanze di ricerca e i permessi di ricerca in terra</strong> (89 al Nord pari al 44%, 61 al Sud, pari al 30% e 54 nel Centro Italia, pari al 26%; tra cui spiccano nelle diverse aree geografiche: le 52 tra istanze e permessi presentati in Emilia Romagna che vanta il primato del Nord, i 22 in Abruzzo, prima nel Centro, e i 27 nella già colonizzata Basilicata, che ha il primato del Mezzogiorno, seguita dalla Sicilia, con 16). <strong>L’Italia è considerato un Paradiso Fiscale dalle aziende che cercano e coltivano gli idrocarburi</strong>: Nel nostro Paese vige un <strong>intollerabile e scandaloso regime di esenzioni</strong> dai pagamenti delle aliquote sul prodotto estratto a terra e mare, aliquote tra le più basse al mondo (che sono in media tra il doppio e sette volte di più), canoni di ricerca e coltivazione risibili.</p>
<p>Solo nel 2010 , con una modifica al Codice dell’Ambiente sono state interdette le attività di ricerca, prospezione e coltivazione di idrocarburi liquidi e gassosi nelle aree protette e in un raggio di 12 miglia da queste e nelle acque di tutta le Penisola per gli idrocarburi liquidi, nel raggio di 5 miglia dalle linee di base costiere.</p>
<p>Ma il <strong>petrolio in Italia è poco e di scarsa qualità</strong>: la produzione italiana di petrolio equivale allo 0,1% del prodotto globale e il nostro Paese è al 49mo posto tra i produttori.</p>
<p>“Tra il 2010 e 2011 in <strong>Puglia</strong>, sono arrivati <strong>9 nuovi progetti </strong>, tra istanze e permessi di ricerca, di cui 2 della <strong>Spectrum Geo</strong> che coprono un tratto di mare ai fini della prospezione, di ben <strong>30.580 Kmq</strong>. Un <strong>cambiamento radicale per le coste pugliesi</strong> e non solo. Con il nostro <strong>ricorso al TAR Lazio</strong> su una istanza della Petroceltic a ridosso delle Tremiti abbiamo ottenuto, in attesa del pronunciamento nel merito del 22 marzo, la <strong>sospensione di queste attività</strong> e posto l’accento sulla regolarità di procedure di valutazione di impatto ambientale su singole istanze che pur fanno parte dichiaratamente di progetti di ricerca unitari.  che tra l’altro usano indiscriminatamente la tecnica invasiva e dannosa per gli organismi marini dell’Air Gun”, commentano il Presidente del WWF Puglia, Antonio de Feo e Mauro Sasso, consigliere regionale del WWF Puglia referente per la biodiversità.</p>
<br />  <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gocomments/togheverdi.wordpress.com/338/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/comments/togheverdi.wordpress.com/338/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/godelicious/togheverdi.wordpress.com/338/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/delicious/togheverdi.wordpress.com/338/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gofacebook/togheverdi.wordpress.com/338/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/facebook/togheverdi.wordpress.com/338/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gotwitter/togheverdi.wordpress.com/338/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/twitter/togheverdi.wordpress.com/338/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gostumble/togheverdi.wordpress.com/338/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/stumble/togheverdi.wordpress.com/338/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/godigg/togheverdi.wordpress.com/338/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/digg/togheverdi.wordpress.com/338/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/goreddit/togheverdi.wordpress.com/338/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/reddit/togheverdi.wordpress.com/338/" /></a> <img alt="" border="0" src="http://stats.wordpress.com/b.gif?host=togheverdi.wordpress.com&amp;blog=27976741&amp;post=338&amp;subd=togheverdi&amp;ref=&amp;feed=1" width="1" height="1" />]]></content:encoded>
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		<title>A Roccamurata la chiamano &#8220;La cava della morte&#8221;</title>
		<link>http://togheverdi.wordpress.com/2012/01/17/a-roccamurata-la-chiamano-la-cava-della-morte/</link>
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		<pubDate>Tue, 17 Jan 2012 15:13:28 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Michele</dc:creator>
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		<category><![CDATA[Le nuove battaglie]]></category>
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		<description><![CDATA[Pubblichiamo oggi un articolo di Gabriele Majo, direttore di stadiotardini.com Si chiama Cava le Predelle ma a Roccamurata di Borgo Val di Taro, piccolo paese nell’Appennino, tutti la chiamano affettuosamente “La cava della morte”. Perché di lì a lungo si &#8230; <a href="http://togheverdi.wordpress.com/2012/01/17/a-roccamurata-la-chiamano-la-cava-della-morte/">Leggi l'articolo completo <span class="meta-nav">&#8594;</span></a><img alt="" border="0" src="http://stats.wordpress.com/b.gif?host=togheverdi.wordpress.com&amp;blog=27976741&amp;post=329&amp;subd=togheverdi&amp;ref=&amp;feed=1" width="1" height="1" />]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<span style="text-align:center; display: block;"><a href="http://togheverdi.wordpress.com/2012/01/17/a-roccamurata-la-chiamano-la-cava-della-morte/"><img src="http://img.youtube.com/vi/CbVIs0y6jag/2.jpg" alt="" /></a></span>
<p>Pubblichiamo oggi un articolo di Gabriele Majo, direttore di <a href="www.stadiotardini.com" target="_blank">stadiotardini.com</a></p>
<p>Si chiama Cava le Predelle ma a Roccamurata di Borgo Val di Taro, piccolo paese nell’Appennino, tutti la chiamano affettuosamente “La cava della morte”.</p>
<p><a href="http://togheverdi.files.wordpress.com/2012/01/murata1.jpg"><img class="alignleft  wp-image-330" title="murata1" src="http://togheverdi.files.wordpress.com/2012/01/murata1.jpg?w=259&#038;h=208" alt="" width="259" height="208" hspace="6" vspace="6" /></a>Perché di lì a lungo si sono estratti – prima della interruzione dell’attività, cui però non è seguita la messa in sicurezza del sito – materiali pericolosi come la <strong>tremolite</strong> un particolare tipo di <strong>ofiolite</strong>, alias pietre verdi all’amianto, altamente nocive per la salute dell’uomo, potendo causare terribili malattie oncologiche, come il <strong>mesotelioma pleurico</strong> e il carcinoma del polmone.<span id="more-329"></span></p>
<p>Da alcuni anni sono il <strong>Comitato No Cava le Predelle</strong> e il sito internet<a href="www.roccamurata.com " target="_blank"> www.roccamurata.com </a>di Paolo Magnani e Atos Belli a prodigarsi per ottenere risposte ed azioni dalle autorità che possano garantire l’incolumità dei cittadini. Qualche passo positivo è stato fatto nel 2011, grazie anche al cambio dell’amministrazione comunale di Borgotaro, il comune in provincia di Parma cui appartiene questa frazione ultimamente un po’ maledetta, se si pensa anche che a Ferragosto un ragazzo di origini marocchine, <strong>Tamzirat Youssef, 20 anni, è morto annegato nel fiume Taro</strong> tradito da un vortice (maledizione che forse non si sarebbe materializzata se si fossero posti i cartelli che da anni si richiedono per indicare i “fondoni” pericolosi) o al lugubre ritrovamento di <strong>sette bare abbandonate in una discarica abusiva</strong>, assieme a resti di lapidi e altro materiale provenienti da uno o più cimiteri.</p>
<p>Del resto la storia della Cava le Predelle, la cava della Morte, ha avuto il suo inizio proprio con un decesso, peraltro in circostanze chiare solo apparentemente, quello a <strong>Santiago De Compostela di Don Primo Repetti</strong>, curato di Gorro, piccolo paesino di venti anime, che appunto era il proprietario della cava in questione. Alla sua morte il sito passa nelle mani della Curia che lo vende nell&#8217;anno 2009. Ma già prima vengono abbattute due case e l&#8217;attività estrattiva comincia a crescere fino alla <strong>sparizione di un tratto di strada comunale inghiottita dal fronte di cava</strong>.</p>
<p>L’allora sindaco del comune di Borgotaro Salvatore Oppo ha sempre minimizzato sul nesso causale tra la cava e i forti dissesti idrogeologici presenti nella zona, servendosi di una relazione del geologo Bricoli che però risulta essere lo stesso progettista della cava. Il conflitto di interessi è sempre di moda&#8230;</p>
<p><a href="http://togheverdi.files.wordpress.com/2012/01/murata2.jpg"><img class="alignleft  wp-image-331" title="murata2" src="http://togheverdi.files.wordpress.com/2012/01/murata2.jpg?w=244&#038;h=195" alt="" width="244" height="195" hspace="6" vspace="6" /></a>Il successore di Oppo sullo scranno di primo cittadino del comune della Valtaro Diego Rossi ha avuto almeno il merito di avere ascoltato, ad inizio mandato, alcune volte le istanze di chi abita a Roccamurata ricevendo un paio di volte l’attivo Paolo Magnani in Municipio (“Il Sindaco – scrisse il blogger nell’occasione – è stato chiaro e deciso nel confermare l’intenzione di trattare la questione con serietà e fermezza, consapevole della delicatezza e delle problematiche legate all’estrazione di ofiolite”), salvo poi trascurarla nel suo tour tra le altre frazioni per incontrarne gli abitanti per discutere i problemi. Come se di problemi a Roccamurata non ce ne fossero a sufficienza tra il “solito” amianto,<strong> le case che crollano</strong> (per via dei movimenti franosi), <strong>le strade rotte</strong> (su un viadotto della superstrada che collega l&#8217;alta Valtaro a Ghiare di Berceto è stato perfino posto il <strong>limite dei 30 Km/h per il pessimo stato in cui versa</strong>) e<strong> le gallerie da rifare</strong> (come quella lungo la strada che collega l&#8217;Alta Valtaro con Parma che presenta distacchi di materiale, fessurazioni, infiltrazioni d’acqua, armature scoperte, <strong>degrado con gravi rischi per quelle migliaia di viaggiatori</strong>, tra cui molti pendolari, che ogni giorno la percorrono.</p>
<p>Si diceva degli importanti risultati conseguiti nel 2011. Fronte lotta all’amianto: la forte opera di sensibilizzazione sul tema di <a href="www.roccamurata.com " target="_blank">www.roccamurata.com </a> ha spinto i Carabinieri della Stazione di Borgotaro a fare <strong>un nuovo censimento dei siti e dei tetti in eternit</strong> contaminati dall&#8217;amianto, per segnalarli alle autorità competenti (AUSL e ARPA): in certi casi, vista la pericolosità per la salute, si è proceduto <strong>all’allontanamento delle famiglie alloggiate edifici ritenuti particolarmente a rischio</strong> come ad esempio quello del macello comunale di Borgotaro.<a href="http://togheverdi.files.wordpress.com/2012/01/murata3.jpg"><img class="alignright size-full wp-image-332" title="murata3" src="http://togheverdi.files.wordpress.com/2012/01/murata3.jpg?w=500" alt=""   /></a></p>
<p>Ma il fiore all’occhiello dell’attività resta il <strong>circostanziato esposto presentato alla Procura della Corte dei Conti di Bologna dal Comitato No Cava le Predelle</strong>, non avendo avuto dagli enti locali le risposte a lungo attese e ora fiduciosi attendono sviluppi.</p>
<p>Ma negli abitanti di Roccamurata continuano ad albergare rabbia e forte preoccupazione per la propria salute e per la tenuta statica delle case che presentano lesioni e forti fessurazioni, così come le strade mostrano preoccupanti cedimenti. Nei sette anni di attività della cava molte abitazioni hanno subito danni più o meno gravi e sono perfino scomparse due strade inglobate dalla voragine, mentre altre presentano cedimenti. Insomma da paradiso la zona si è trasformata in un piccolo inferno, costellato di timori, paure e senso di abbandono.</p>
<p><strong>Gabriele Majo</strong> per Toghe Verdi</p>
<br />  <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gocomments/togheverdi.wordpress.com/329/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/comments/togheverdi.wordpress.com/329/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/godelicious/togheverdi.wordpress.com/329/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/delicious/togheverdi.wordpress.com/329/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gofacebook/togheverdi.wordpress.com/329/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/facebook/togheverdi.wordpress.com/329/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gotwitter/togheverdi.wordpress.com/329/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/twitter/togheverdi.wordpress.com/329/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gostumble/togheverdi.wordpress.com/329/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/stumble/togheverdi.wordpress.com/329/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/godigg/togheverdi.wordpress.com/329/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/digg/togheverdi.wordpress.com/329/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/goreddit/togheverdi.wordpress.com/329/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/reddit/togheverdi.wordpress.com/329/" /></a> <img alt="" border="0" src="http://stats.wordpress.com/b.gif?host=togheverdi.wordpress.com&amp;blog=27976741&amp;post=329&amp;subd=togheverdi&amp;ref=&amp;feed=1" width="1" height="1" />]]></content:encoded>
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		<title>Domani il processo sui danni causati dalla centrale elettrica Enel di Porto Tolle</title>
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		<pubDate>Mon, 16 Jan 2012 14:46:07 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Michele</dc:creator>
				<category><![CDATA[Attualità]]></category>
		<category><![CDATA[Enel Porto Tolle]]></category>
		<category><![CDATA[Le battaglie di Togheverdi]]></category>
		<category><![CDATA[comitato delta del po]]></category>
		<category><![CDATA[matteo ceruti]]></category>

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		<description><![CDATA[“Non avevo capito niente. Me lo ripeto sbattendo il muso contro la carcassa della vecchia centrale Enel del Polesine. Pensavo che il problema fosse il futuro, invece sono davanti alla conta dei danni del passato. La sagoma della centrale che &#8230; <a href="http://togheverdi.wordpress.com/2012/01/16/domani-il-processo-sui-danni-causati-dalla-centrale-elettrica-enel-di-porto-tolle/">Leggi l'articolo completo <span class="meta-nav">&#8594;</span></a><img alt="" border="0" src="http://stats.wordpress.com/b.gif?host=togheverdi.wordpress.com&amp;blog=27976741&amp;post=324&amp;subd=togheverdi&amp;ref=&amp;feed=1" width="1" height="1" />]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://togheverdi.files.wordpress.com/2012/01/portotolle.jpg"><img class="alignleft  wp-image-325" title="portotolle" src="http://togheverdi.files.wordpress.com/2012/01/portotolle.jpg?w=253&#038;h=198" alt="" width="253" height="198" hspace="6" vspace="6" /></a>“<strong>Non avevo capito niente.</strong><br />
Me lo ripeto sbattendo il muso contro la carcassa della <strong>vecchia centrale Enel</strong> del Polesine. Pensavo che il problema fosse il futuro, invece sono davanti alla conta dei <strong>danni del passato</strong>.<br />
La sagoma della centrale che fu sembra il fantasma di una vecchia e imponente dama dell’antichità sistemato al centro di un salone immenso. Solo che il salone è il <strong>Parco regionale del Delta del Po</strong> e la vecchia dama è lo scheletro di una centrale da 2.640 MW”. (da <a href="http://www.verdenero.it/index.php?option=com_k2&amp;view=item&amp;id=196:toghe" target="_blank">Toghe Verdi</a>)</p>
<p>Quel passato presenta un conto oggi: <strong>bronchi asmatici</strong>, <strong>respiri affannosi</strong> di adolescenti che hanno avuto l’unica colpa, quella di nascere e vivere nel raggio di 25 chilometri da quella che era la <strong>centrale elettrica Enel di Porto Tolle</strong>.<span id="more-324"></span></p>
<p>Ci sarà tutto questo al centro del <strong>dibattimento</strong> che si apre <strong>domani</strong> alla <strong>procura di Rovigo</strong>. Toccherà alle <strong>parti civili</strong> parlare. Sono <strong>associazioni ambientalise</strong> (Wwf, Legambiente, Greenpeace, Italia Nostra), rappresentanti dalla “toga verde”<strong> Matteo Ceruti</strong> e un nugolo di <strong>comuni</strong>, ammessi come parte civile dal tribunale: Goro e Mesola, e poi la <strong>Regione Emilia-Romagna</strong>, il <strong>Parco del Delta del Po</strong> e la <strong>Provincia di Ferrara</strong>.</p>
<p>È la prima vittoria delle parti ferraresi, assistite dagli avvocati Carmelo Marcello e Claudio Maruzzi (Goro e Mesola), e Riccardo Venturi (Delta e Provincia) all’udienza preliminare sulla vicenda della centrale Enel di Porto Tolle.</p>
<p>Il giudice Alessandra Testoni ha accolto inoltre le costituzioni di Ariano Polesine, Loreo, Porto Viro, Rosolina, del parco del Delta e della Provincia di Rovigo. Bocciata invece quella dell’associazione di consumatori Aduc, per un difetto di legittimazione insito nel suo statuto.</p>
<p>La materia del contendere riguarda appunto il <strong>presunto inquinamento</strong> scaturito dalla <strong>centrale di Porto Tolle dal 1998 al 2002</strong>, che avrebbe provocato in maniera massiccia <strong>patologie</strong> <strong>all’apparato respiratorio</strong> nei bambini fino ai 14 anni del Delta del Po. Nel raggio di 25 chilometri dalla struttura, infatti, si sarebbero riscontrati incrementi di asma e altre affezioni bronchiali dell’11 al 16%. Secondo la pubblica accusa, sostenuta dal pm Manuela Fasolato, la centrale doveva essere adeguata alle normative vigenti in materia ambientale.</p>
<p>Per non aver ottemperato a quei dettami e non aver quindi abbattuto le emissioni nocive il pm – che sostiene la correlazione tra inquinamento e insorgenza di patologie respiratorie – ha <strong>chiesto</strong> il <strong>rinvio a giudizio</strong> per <strong>omissione dolosa di cautele contro infortuni sul lavoro</strong> di dieci persone, tra amministratori Enel ed ex direttori della centrale di Porto Tolle.</p>
<p>Intanto la commissione Via ha esaminato il sito della centrale: ai commissari governativi il compito di decidere la fattibilità o meno della <strong>riconversione a carbone</strong>. Il sindaco di Porto Tolle, Silvano Finotti, non nasconde l’entusiasmo e spera che la conversione inizi prima possibile. Sul piatto ci sono <strong>investimenti per 2,5 miliardi di euro</strong>. Ma anche, cone sostengono le associazioni ambientaliste e numerosi periti,<strong> seri rischi</strong> per la <strong>salute</strong> dei residenti.<br />
Chi vincerà il braccio di ferro?</p>
<p>Tutto questo a pochi giorni (il 24 gennaio) dalla sentenza del Consiglio di Stato, che si riunirà a porte chiuse per rivalutare il progetto di Enel, dopo la bocciatura avvenuta lo scorso maggio.</p>
<br />  <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gocomments/togheverdi.wordpress.com/324/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/comments/togheverdi.wordpress.com/324/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/godelicious/togheverdi.wordpress.com/324/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/delicious/togheverdi.wordpress.com/324/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gofacebook/togheverdi.wordpress.com/324/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/facebook/togheverdi.wordpress.com/324/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gotwitter/togheverdi.wordpress.com/324/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/twitter/togheverdi.wordpress.com/324/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gostumble/togheverdi.wordpress.com/324/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/stumble/togheverdi.wordpress.com/324/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/godigg/togheverdi.wordpress.com/324/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/digg/togheverdi.wordpress.com/324/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/goreddit/togheverdi.wordpress.com/324/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/reddit/togheverdi.wordpress.com/324/" /></a> <img alt="" border="0" src="http://stats.wordpress.com/b.gif?host=togheverdi.wordpress.com&amp;blog=27976741&amp;post=324&amp;subd=togheverdi&amp;ref=&amp;feed=1" width="1" height="1" />]]></content:encoded>
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