L’Osservatorio nazionale amianto denuncia: Eternit Austria e Fibronit, sodalizio killer

Nuovo “colpo” dell’avvocato Ezio Bonanni e dell’Osservatorio nazionale amianto: è stata consegnata la settimana scorsa nelle mani del Procuratore della Repubblica di Torino Dott. Raffaele Guariniello, una denuncia-querela, per disastro doloso e omissione dolosa di cautele contro gli infortuni sul lavoro, nei confronti degli amministratori e responsabili di Eternit Austria del sig. Schmidheiny Stephan Ernest e di altre dieci persone. Una denuncia che si aggiunge a quelle collezionate dalla Eternit e che hanno portato al maxi processo in corso a Torino.

Oggetto della denuncia sono le morti e l’esposizione all’amianto di ex dipendenti delle fabbriche Fibronit, di familiari e di soggetti deceduti a causa del mesotelioma pleurico. La denuncia-querela è stata firmata dal signor Silvio Mingrino, nella qualità di Presidente dell’Associazione Vittime Amianto Nazionale Italiana, A.V.A.N.I., e di coordinatore regionale dell’Osservatorio Nazionale Amianto per la sua sede lombarda. Lui stesso è figlio delle vittime, il papà Armando lavorava alla Cementifera Fibronit di Broni, in provincia di Pavia e della mamma signora Carmela Mazzucca.

Oltre alla sua, il signor Mingrino porta a testimonianza anche la vicenda del signor Padoan, che ha lavorato dal 1° marzo 1962 al 31dicembre 1993 alla S.p.A. Fibronit di Roma, come addetto al taglio, alla tornitura e alla messa in opera dei manufatti di cemento-amianto; nel 2009 gli è stato diagnosticato un mesotelioma. Da indagini è emerso poi che fu lo stesso datore di lavoro – Finanziaria Fibronit Sentenza e Fibronit Srl – a dichiarare all’INAIL che il signor Padoan fu esposto all’amianto e che, a causa della sua posizione, gli fu pagato un “premio supplementare per il personale esposto al particolare rischio di inalazione di fibre di amianto, (asbestosi)”.

Purtroppo, appena dopo il decesso del marito, il 1° novembre 2009, anche alla signora Anna Maria Musca veniva diagnosticato un mesotelioma: la signora non ha mai lavorato in opifici industriali, si è sempre occupata della famiglia e dei figli, quindi l’unica fonte di esposizione è costituita dal fatto che ha lavato e stirato le tute del marito contaminate dall’amianto. Per questo l’avvocato Ezio Bonanni chiede di procedere per duplice omicidio colposo anche perché è emerso un collegamento tra la Eternit Austria e la Fibronit in Italia.

Infatti a dicembre del 1987 il sindaco di Casale Monferrato, in Piemonte, sede legale della Fibronit che aveva gli stabilimenti anche a Bari e a Broni, ha emesso un’ordinanza con la quale ha proibito la lavorazione dell’amianto nel suo comune. È, quindi, emerso che da quella data la produzione della sede Fibronit di Broni è aumentata e si ipotizza che lo stesso sia avvenuto anche nella fabbrica di Bari. Questo vuol dire che, aumentata la produzione, di conseguenza è anche aumentata sensibilmente la quantità di polveri e fibre di amianto disperse nell’aria, quindi maggiore esposizione degli operai, senza alcuna protezione, in palese violazione di ogni norma di sicurezza, con le conseguenze che tutti, ormai, conosciamo.

Grazie alle indagini delle parti offese, è emerso che nella prima metà del 1991 ci sono stati diversi ordinativi di forniture di torni dalla Eternit Austria alla Fibronit di Casale Monferrato e, viceversa, di forniture di manicotti in cemento-amianto realizzati dalla Fibronit di Broni per conto di Eternit Austria.

“A suffragare l’ipotesi – sottolinea il giornalista Gianni Avvantaggiato su Amenteambienti.com (link completo) che la bomba ecologica ha varcato i muri delle fabbriche killer, ci sono due casi particolari. Il primo riguarda la signora Giulia Greco. Nata a Bari nel 1937, la signora Giulia è deceduta l’11 agosto del 2001, alla Casa sollievo della Sofferenza di San Giovanni Rotondo (FG), dopo un doloroso peregrinare da una struttura clinica all’altra, dalla Puglia all’Emilia, nel tentativo di curare il mesotelioma pleurico di cui era rimasta vittima. Dagli accertamenti, è emerso che l’unica modalità di esposizione è stata di tipo ambientale: la signora Giulia aveva abitato dal 1959 al 2001 nel quartiere Japigia di Bari.

Il secondo caso è ancora più indicativo perché, ad avere contratto il cancro causato dall’amianto pur non avendo tra i familiari ex lavoratori in Fibronit, è una donna, la più giovane, di appena 35 anni.

Questo vuol dire che, visto che il tempo di latenza, cioè l’intervallo di tempo fra l’inizio dell’esposizione all’amianto e la comparsa della malattia, è di qualche decennio, la donna si è ammalata perché sin da bambina ha respirato l’aria avvelenata dalle fibre di amianto che avvolge il quartiere, lo stesso della signora Giulia: il quartiere Japigia, dove sono ancora in piedi i muri dei capannoni della Fibronit!”.

Nella foto l’avvocato Ezio Bonanni, protagonista di un intero capitolo del libro Toghe Verdi

6 commenti

Archiviato in Attualità, Le battaglie di Togheverdi

6 risposte a “L’Osservatorio nazionale amianto denuncia: Eternit Austria e Fibronit, sodalizio killer

  1. Giovanna

    Salve, complimenti per il vostro blog che mi sembra appena nato. L’idea di dare spazio alle battaglie giudiziarie sull’ambiente mi sembra molto buona e utile per tutti noi cittadini.
    Giovanna (da Cagliari)

    • Sono d’accordo. Bisogna creare una rete tra tutte le forze che credono nella prevenzione primaria e nella dignità della vita umana che non può essere calpestata e violata con la somministrazione di veleni quali sono i cancerogeni, non solo l’amianto ma anche tutti gli altri.
      Ezio Bonanni

  2. Stefania

    Grazie all’avvocato Bonanni.
    Tra pochi giorni sarà online il nuovo numero del giornale dell’Ona dove sarà possibile anche seguire l’impegno istituzionale dell’Osservatorio.
    Stefania Divertito

  3. Andrea

    Scusate le domande, ma siccome seguo il processo Eternit a Torino non capisco bene questa mossa. Le fabbriche menzionate nella denuncia rientrano nei territori in cui può operare il procuratore Guariniello? Avevano i loro vertici nel territorio torinese? In che maniera Guariniello potrebbe giustificare un’eventuale indagine qui?

  4. stefania

    Ciao,
    La sede legale della Fibronit e’ a Casale Monferrato. Ecco come il processo puo” legarsi a quello che segue Guariniello.
    Grazie della tua osservazione che mi ha permesso di essere più precisa.🙂
    Ciao,
    Stefania Divertito

  5. Andrea

    Ok, ora è più chiaro. Certo, Guariniello dovrebbe imbastire un’altra indagine motivando bene la competenza della procura di Torino come ha fatto per Eternit, perché anche Casale Monferrato è in un altro distretto giudiziario.
    Grazie mille,
    A

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