Roma chiama Italia per la manifestazione di Zero Waste

Roma chiama il resto d’Italia: non è infatti “locale” la manifestazione che il comitato Zero Waste con l’adesione di tutti gli altri comitati e le associazioni laziali sta organizzando a Roma per sabato 5 novembre mattina.

Sotto la lente d’ingrandimento il delicato passaggio della chiusura di Malagrotta, la scelta dei nuovi due siti “provvisori” e della costruzione della discarica definitiva.
Il tutto mentre non esiste un vero e proprio ciclo dei rifiuti e la procura ha aperto un’inchiesta per la morte di quattro persone che risiedevano nei dintorni della centrale. Per questo, con l’accusa di omicidio colposo e lesioni colpose, risulta indagato – come ha scritto ieri Il Messaggero – Francesco Rando, rappresentante legale della giovi srl, la società che gestisce la discarica.

Come raccontato anche nel capitolo “La Capitale delle discariche” in Toghe Verdi, Rando nel 2008 fu condannato a un anno di reclusione per lo smaltimento “senza alcuna autorizzazione di rifiuti pericolosi derivanti dal trattamento chimico-fisico del percolato”.

Vi proponiamo la piattaforma dell’appello del comitato.

PIATTAFORMA della RETE ZERO WASTE LAZIO per la MANIFESTAZIONE di SABATO 5 NOVEMBRE A ROMA

Al Prefetto di Roma dott. Giuseppe Pecoraro,
Al Presidente della Regione Lazio on. Renata Polverini,
Al Presidente della Provincia di Roma on. Nicola Zingaretti,
Al Sindaco del Comune di Roma on. Gianni Alemanno,

Oggetto: richiesta di incontro preventivo di una delegazione dei promotori della manifestazione di sabato 5 novembre a Roma, piazza SS. Apostoli ore 10.

Si informa che la Rete Zero Waste Lazio, composta dai Comitati Rifiuti Zero di Fiumicino /Riano /Corcolle e da decine di associazioni e movimenti laziali, ha convocato la manifestazione in oggetto in merito alla vertenza rifiuti avviata sulla base della illegittima e arbitraria localizzazione di nuovi siti di discarica nella Provincia di Roma con ordinanza del presidente Regione Lazio Polverini.

Dal momento che detta ordinanza è di fatto divenuta parte integrante del piano del commissario straordinario, con relativa emissione di provvedimento di esproprio ed occupazione di urgenza di siti in località Riano e Corcolle, siamo a rappresentare pubblicamente la nostra pacifica ma estrema opposizione a che si proceda all’attivazione dei citati impianti di discarica pur in totale assenza di un qualsiasi piano straordinario di riduzione dei rifiuti urbani di Roma con avvio di raccolta differenziata porta a porta spinta ed estesa.

Non riteniamo ammissibile né tantomeno legittimo alcun provvedimento che scarichi tale responsabilità nella periferia romana già degradata o nei Comuni confinanti e che tenda ad ignorare ancora una volta la normativa italiana ed europea in merito alla gerarchia di trattamento dei rifiuti e degli obiettivi minimi di legge previsti, essendo la capitale in particolare responsabile della produzione di rifiuti indifferenziati pari al 60% del totale prodotto nel Lazio.

Chiediamo quindi un incontro urgente e preventivo alla manifestazione del 5 novembre per dettagliare le nostre richieste ai soggetti in indirizzo, per quanto di loro specifica competenza.

In particolare al Prefetto, in qualità di garante del rispetto della legalità e dell’applicazione scrupolosa della legge, chiediamo l’emissione di una ordinanza urgente nei confronti del Sindaco di Roma e della soc. AMA S.p.a che fissi l’impegno certo all’avvio di un Piano straordinario di raccolta differenziata porta a porta spinta ed estesa all’intera città ed alla realizzazione di nuovi impianti di separazione meccanica dei rifiuti urbani differenziati per almeno il 65% del totale R.S.U. attualmente prodotto pari a 1,8 milioni di ton/anno.

Chiediamo quindi la previsione urgente di impianti di selezione meccanica del multi materiale stradale pari ad almeno 1 milione di ton/anno, denunciando che attualmente i due impianti in esercizio di Rocca Cengia e Pomezia hanno una capacità di sole 60mila ton/anno pari quindi ad un quinto dello scarso 20% raccolto con il cassonetto multi materiale.

Chiediamo inoltre la previsione urgente di nuovi impianti di separazione meccanica dei rifiuti indifferenziati, che escludano categoricamente la produzione di C.D.R. dato che la attuale situazione di preemergenza di Roma e del Lazio non sarà certamente risolta con la costruzione di impianti di incenerimento di rifiuti che notoriamente necessitano di almeno cinque anni per l’iter autorizzativo, la costruzione e la messa in esercizio come ammesso nello stesso documento di Piano rifiuti adottato dalla Giunta regionale Lazio.

Gli attuali impianti di TMB esistenti sono infatti facilmente modificabili per metterli a servizio del recupero di frazione secca destinabile a recupero di materia con tecnologie “a freddo” quali l’estrusione per le plastiche, il riciclo di vetro/ carta/metalli ed il trattamento della frazione organica indifferenziata con digestori anaerobici per produzione di biogas invece dell’attuale produzione di F.O.S. discaricata.

Al Presidente della Regione Lazio chiediamo di aprire un confronto preventivo sull’iter della proposta di legge n. 241/2011 (legge di iniziativa popolare sul ciclo rifiuti regionale) oggi in fase di iscrizione all’odg dell’aula consiliare dopo oltre 18 mesi dal deposito delle dodicimila firma raccolte a cura dell’ass.ne Non Bruciamoci il Futuro.

Riteniamo che la situazione di storica illegittimità in cui la Regione continua ad operare con una normativa superata sia da norme quadro nazionali che comunitarie (D.lgs 36/2003 e L.N. 152/2006) sia oggi inaccettabile, anche alla luce delle proposte innovative contenute nel testo depositato, che sono anche parzialmente già contenute nel Piano rifiuti da voi adottato ma che hanno necessità di avere forma giuridica certa e non sola ipotesi di lavoro.
Citiamo in tal senso alcuni punti qualificanti tra gli altri: 1) l’esclusione dell’incenerimento quale tecnologia sostenibile ed accettabile per il trattamento dei rifiuti, 2) la necessità che la raccolta differenziata sia effettuata con modalità porta a porta obbligatoria a Roma ed in tutto il Lazio, salvo deroghe particolari, 3) la chiusura definitiva per legge dell’attuale monopolio di fatto delle aziende del gruppo Cerroni con la soc. AMA S.p.a inserendo la norma che l’azienda chi si occupa di smaltimento non possa occuparsi di raccolta/ riciclo e viceversa, 4) la norma che stabilisca che i siti di smaltimento debbano essere di proprietà pubblica, anche dove fossero gestiti in forma privata, che debbano essere posti ad almeno cinque chilometri dalle abitazioni e dotati di impianti di selezione meccanica con tassativa esclusione della produzione di C.D.R..

Chiediamo quindi la modifica dell’adottato Piano rifiuti regionale in cui le previsioni dell’obiettivo RD al 65% siano confortate dai dati relativi ai soggetti, alle risorse certe ed alle linee guida di attuazione.

Non sono infatti inseriti capitoli essenziali relativi ai piani industriali dei soggetti attuatori, alle risorse economiche necessarie alla riconversione del sistema di raccolta differenziata domiciliare da destinare a Roma Capitale ed alle Province per il sostegno economico ai Comuni quali soggetti attuatori, alla tempistica con cui si pensa di conseguire/monitorare l’attuazione reale del Piano, alla filiera impiantistica del riciclo/recupero lasciata volutamente alle “regole di mercato” ed a quella del compostaggio di cui non si prevede uno speciale piano industriale dimensionato alla urgente sottrazione della frazione organica marcescibile ma solo generiche intenzioni.
Tutto questo deve comportare l’eliminazione del quadro “scenario di controllo” che è assolutamente contraddittorio ed inaccettabile come ipotesi di lavoro alla luce del dettato normativo in vigore e della stessa pianificazione in oggetto.

Al Presidente della Provincia di Roma chiediamo l’impegno a varare un urgente Piano straordinario in merito all’avvio di concrete politiche di riduzione/riuso e di raccolta porta a porta spinta, alla realizzazione di impiantistica di selezione meccanica/riciclo e di impianti di compostaggio aerobici a servizio delle frazioni differenziate, alla modifica degli attuali impianti di separazione meccanica dei rifiuti indifferenziati da produzione C.D.R. a recupero di materia con le tecnologie già citate compresi i digestori anaerobici.

Al Sindaco di Roma chiediamo pertanto l’impegno a varare in Consiglio comunale un Piano straordinario che impegni la soc. AMA s.p.a. all’avvio di concrete politiche di riduzione/riuso ed all’avvio di una urgente ed estesa campagna straordinaria di raccolta porta a porta spinta che fissi tempi certi, il rispetto dell’obiettivo di legge del 65% al 31/12/2012 e la realizzazione dell’impiantistica dedicata già descritta per la Provincia.

Rete Zero Waste Lazio

Massimo Piras – Fabio Rosati – Gianluca De Dominicis – Ornella Pistolesi – Giorgia Brugnerotto – Legambiente Lazio Lorenzo Parlati

2 commenti

Archiviato in Le battaglie di Togheverdi, Malagrotta

2 risposte a “Roma chiama Italia per la manifestazione di Zero Waste

  1. ulderico

    Perchè non ci raccontate un po’ di più circa questa cosa dei rifiuti zero?

  2. Stefania Divertito

    Ciao Ulderico,
    puoi trovare qui delle informazioni
    http://it.wikipedia.org/wiki/Rifiuti_Zero
    e poi anche qui
    http://www.rifiutizerofiumicino.it/

    ciao!
    Stefania Divertito

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