Il sud della Sardegna sotto la lente d’ingrandimento delle toghe verdi

Da Sarroch a Perdasdefogu. Il sud della Sardegna sotto la lente d’ingrandimento delle toghe verdi.

Il procuratore della Repubblica di Lanusei, Domenico Fiordalisi, è un uomo dalle spalle larghe. E gli devono servire, anche metaforicamente, per reggere il peso del suo incarico.

Cos’è che fa ammalare pastori e agnelli nelle aree situate intorno al Poligono militare interforze di Perdasdefogu?

Da due anni Fiordalisi ha “ficcato il naso” in quel mistero che è la Sindrome di Quirra, attirandosi addosso gli strali dei contadini, degli allevatori, dei politici locali e ovviamente dei militari.

Sabato aveva fatto sequestrare un agnello nato con il cervello esposto (non ha la scatola cranica) e le orecchie molto più lunghe del normale. Il procuratore ha sequestrato l’animale per verificare se l’anomalia sia legata a materiali inquinanti presenti nell’area militare. La zona è interamente sotto protezione anche per tutelare la famiglia, dove si sono già verificati casi analoghi.

Però ieri l’agnellino è morto, vivendo meno di un giorno. L’animale era venuto alla luce in un allevamento nei pressi del Poligono interforze di Perdasdefogu-Quirra. Il provvedimento emesso da Fiordalisi, che qualche giorno fa ha chiuso con sei richieste di rinvio a giudizio l’inchiesta sui sospetti tumori di pastori e animali nell’area militare di Quirra, era stato eseguito sabato dagli agenti del Corpo forestale. L’animale è stato affidato all’Asl e già da oggi si avvieranno le analisi per far piena chiarezza sulle cause della malformazione e accertare se possa esser messa in relazione con la cosiddetta «sindrome di Quirra».

Delle sei richieste di rinvio a giudizio, tre riguardano altrettanti generali che hanno lavorato, a diverso titolo, al P.I.S.Q. di Perdasdefogu.

“Avrebbero cagionato un persistente e grave disastro ambientale con pericolo per la salute di circa 15mila animali di allevamento, e per la pubblica incolumità dei pastori, del personale civile e militare della base e dei cittadini frequentanti il Poligono e i centri abitati ad essi vicini“, c’è scritto nell’ordinanza.

Tutto questo giunge dopo alcune settimane dalla pubblicazione dei risultati delle analisi condotte dalla Asl e che sembrano aver escluso ogni forma di inquinamento ambientale nella zona del Poligono interforze da parte di ordigni e dei test d’arma condotti nel corso degli anni scorsi.

1 Commento

Archiviato in Le battaglie di Togheverdi

Una risposta a “Il sud della Sardegna sotto la lente d’ingrandimento delle toghe verdi

  1. Sara Nieddu

    Sempre più raramente si parla dei problemi veri. Qui lo avete fatto.
    Grazie, da Cagliari.
    Sara Nieddu

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