Nelle pieghe della manovra, c’è chi è colpito due volte

Nelle pieghe della manovra, tra le tante norme che hanno colpito il ceto medio, che preoccupano la maggior parte della popolazione, ce n’è una che colpirà chi ha lavorato per anni in ambienti malsani e che, ammalatosi, decide di chiedere risarcimenti e cercare giustizia.

L’articolo sembra tecnico, ma vale la pena leggerlo.

“Equo indennizzo e pensioni privilegiate

1. Ferma la tutela derivante dall´assicurazione obbligatoria contro gli infortuni e le malattie professionali, sono abrogati gli istituti dell´accertamento della dipendenza dell´infermità da causa di servizio, del rimborso delle spese di degenza per causa di servizio, dell´equo indennizzo e della pensione privilegiata.

La disposizione di cui al primo periodo del presente comma non si applica nei confronti del personale appartenente al comparto sicurezza, difesa e soccorso pubblico. La disposizione di cui al primo periodo del presente comma non si applica, inoltre, ai procedimenti in corso alla data di entrata in vigore del presente decreto, nonché ai procedimenti per i quali, alla predetta data, non sia ancora scaduto il termine di presentazione della domanda, nonché ai procedimenti instaurabili d´ufficio per eventi occorsi prima della predetta data”.

In poche parole verrà abolita (o quanto meno sospesa a tempo indeterminato) la dipendenza dell’infermità da causa di servizio, il rimborso spese per degenza da causa di servizio, l’equo indennizzo e la pensione privilegiata per i dipendenti pubblici.

Chi potrà colpire questa norma?

«Tutti coloro che si ammalano. Chi subisce il mobbing, ma anche malati di amianto – ci dice l’avvocato Ezio Bonanni presidente dell’Osservatorio amianto – ci sono anche costoro nel settore pubblico». Esclusi militari e personale del soccorso pubblico e della pubblica sicurezza.

«Il Governo Monti, peraltro non legittimato dal voto popolare, e sostenuto da una maggioranza che al giudizio elettorale si è presentata contrapposta, e che vede al Governo anche chi ha perso le elezioni, starebbe per avallare il colpo di mano per espropriare i pensionati dai diritti quesiti, allungando i tempi, e determinando la diminuzione dei trattamenti e la mancata rivalutazione, anche delle pensioni più basse».

«La nostra Associazione – continua Bonanni – del pari per quanto riguarda le altre modifiche, introdotte in seguito alla recente manovra del Governo Monti, adirà tutte le competenti sedi, non escludendo una pregiudiziale di illegittimità costituzionale, da far valere in via di eccezione, innanzi l’autorità giudiziaria, e di adire gli organi comunitari (la Commissione Europea, in via di istanza amministrativa, affinchè valuti la possibilità di promuovere una procedura di infrazione, e la Corte Europea per i Diritti dell’Uomo), oltre alle iniziative di mobilitazione già in corso in tutta Italia, e di ferma opposizione, unitamente all’appello a tutte le autorità istituzionali e forze politiche affinchè non si prestino ad avallare dette modificazioni, contrarie allo stesso principio di uguaglianza, oltre che di equità e di giustizia, rispetto a chi è stato già pesantemente pregiudicato in seguito ad una patologia per causa di servizio, ovvero per infortunio sul lavoro».

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2 commenti

Archiviato in Amianto, Attualità, Le nuove battaglie

2 risposte a “Nelle pieghe della manovra, c’è chi è colpito due volte

  1. anna

    Non ci posso credere, oltre al danno la beffa, da parte di chi poi? Invece di proteggere queste categorie che fanno le calpestano sempre più, non si può vivere così, facendo sempre proteste e quant’altro x vedere affermaredei diritti

  2. Ciao Anna, grazie del tuo commento.
    Hai proprio ragione, va sempre peggio. A noi non resta che essere vigili, e attenti, cittadini responsabili e giornalisti controllori dei poteri!
    ciao,
    Stefania

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