Un’altra buona notizia? Da non crederci (Invece è vero, ma solo per metà)

Il fumo di quei camini inquinava. Il fumo, che usciva da quei camini tra il 1998 e il 2004, ha causato danni ambientali ma anche, e soprattutto, sanitari.

Bel colpo, per la procura di Rovigo. Il Gup ha accolto la tesi del pm Fasolato e ha rinviato a giudizio gli amministratori Enel e gli ex direttori della centrale termoelettrica a olio combustibile di Porto Tolle.

Aspettavamo da tempo che le indagini finissero e il processo iniziasse, e finalmente ci siamo.

Ricordo bene quando a fine luglio Giorgio Crepaldi, del comitato Cittadini Liberi, mi ha portato in giro per il Parco del Delta del Po. Mi ha fatto notare come la centrale fosse seduta, quasi accoccolata, in mezzo al territorio sparso dei comuni del Parco.

In quei sei anni a cavallo di secolo l’Enel avrebbe potuto “ambientalizzare” gli impianti, adeguarli, cioè alla miglior normativa ambientale, ma non l’ha fatto, e così la procura indaga. Perchè a causa di quel ritardi ci sono state decine di persone ammalate, bambini compresi. Gli effetti di quei fumi tossici, ha accertato uno studio commissionato dalla procura, si sentivano fino a 14 chilometri di distanza.

Il passato è d’obbligo. Purtroppo, però, potrebbe diventare già futuro.

A causa del cosiddetto allarme gas, infatti, (la riduzione dell’importazione dalla Russia e oggi anche dall’Algeria del prezioso carburante) e dell’impennata dei consumi domestici dovuti al maltempo, l’Enel ha avuto il via libera per la riattivazione a olio combustibile di alcune centrali che giaccioni in giro per l’Italia come “cellule dormienti”. Accese già ieri Piombino e Livorno, oggi Montalto di Castro, la prossima nella lista sarà proprio Porto Tolle.

Oggi la centrale è ferma. Su Porto Tolle pende un procedimento per la sua trasformazione a carbone: con questa conversione, fa i conti il Wwf, in 1 anno sarebbero prodotti 10 milioni tonnellate di CO2, 3700 tonnellate di ossidi di azoto e 3700 ossidi di zolfo.

Greenpeace, Legambiente e Wwf ieri hanno espresso apprezzamento per la coraggiosa toga verde rodigina, però adesso a causa del maltempo, l’incubo fumi tossici potrebbe diventare nuova realtà.

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3 commenti

Archiviato in Enel Porto Tolle, Le battaglie di Togheverdi

3 risposte a “Un’altra buona notizia? Da non crederci (Invece è vero, ma solo per metà)

  1. stefaniadivertito

    Grazie al mio amico Luca Martinelli di Altreconomia è arrivato un bell’input.
    Ecco i rinviati a giudizio (fonte adnkronos):: Sono stati rinviati a giudizio, dal Gup di Rovigo, alcuni esponenti di primo piano di Enel, legati all’inchiesta che ha coinvolto la centrale di Porto Tolle (Rovigo), per «omissione dolosa di cautele contro disastri e infortuni sul lavoro, in concorso». Il rinvio a giudizio riguarda i vertici della centrale in servizio tra il 1998 ed il 2009. Tra i nomi spiccano quello dell’Amministratore Delegato, Fulvio Conti e quelli degli ex Franco Tatò e Paolo Scaroni assieme ad altre sette persone tra funzionari Enel ed ex direttori della centrale polesana.

    E chi è al capo dell’Eni e delle scorte di gas (che si starebbero esaurendo?) lo stesso Paolo Scaroni.

  2. Pingback: VerdeNero » Blog Archive » Enel Porto Tolle, rinviati a giudizio gli amministratori

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