Ilva: “Anche per noi l’ambiente è importante”. Sembra una battuta, ma non lo è

L’ho letta e, al volo, non ho potuto non condividerla. È un’agenzia di stampa, ma seguono domande che spero troveranno risposte.

«È auspicabile che in questa fase rimanga ferma la volontà di dialogo tra le istituzioni e l’industria perchè anche per noi, soprattutto per noi, raggiungere elevati livelli di ecocompatibilità degli impianti è un obiettivo irrinunciabile». Lo ha detto Adolfo Buffo, rappresentante della direzione per qualità sicurezza e ambiente dell’Ilva di Taranto, commentando l’ordinanza con la quale il sindaco di Taranto, Ippazio Stefàno, impone all’azienda siderurgica di adottare una serie di provvedimenti per limitare o abbattere le emissioni nocive entro 30 giorni a partire dalla notifica dell’atto. In caso di mancata osservanza, il primo cittadino chiede di sospendere l’attività. «Stiamo valutando con la dovuta attenzione – osserva Buffo – i contenuti dell’ordinanza. La valutazione che stiamo svolgendo è sia sulla fattibilità degli interventi richiesti sia sulla loro legittimità». «Per quanto riguarda la fattibilità – prosegue il dirigente dell’Ilva – abbiamo già detto la scorsa settimana di come siamo pronti a partire con il campionamento di lungo periodo. Aspettiamo che siano le Istituzioni preposte ad indicarci la tecnologia da utilizzare. Sul versante della riduzione delle polveri è un obiettivo su cui stiamo lavorando da anni e su cui continueremo ad impegnarci».
Buffo fa presente che il gruppo Riva si aspettava questa ordinanza «perchè la pressione dell’opinione pubblica e dei media è molto elevata ed è normale che le Istituzioni si muovano tutelandosi, nonostante sia emerso il nostro pieno rispetto dei limiti di legge vigenti. Siamo peraltro perplessi su come le conclusioni della perizia (sulle emissioni dello stabilimento disposta dal gip di Taranto nell’ambito di un incidente probatorio, ndr) siano diventate prematuramente delle certezze, senza che ancora si sia attivato un contraddittorio tra le parti e senza valutare che nella perizia stessa permangono molti dubbi e incertezze».

Va bene, vediamo se ho capito:

1) il sindaco Stefàno ha prodotto una Valutazione integrata ambientale troppo generica, che non indicava i limiti delle emissioni, come hanno detto i periti del tribunale e come da tempo sostiene Peacelink.
2) In seguito alla “bacchettata” dei periti, il sindaco – forse timoroso di essere per questo tirato in ballo nel processo penale che sta muovendo i primi passi a Taranto? – ha emanato l’ordinanza con la quale intima all’Ilva di abbattere i fumi e le sostanze inquinanti. Ma ancora una volta non indica i limiti.
3) L’Ilva oggi si dice premurosa di voler rispettare sti limiti, ma ancora una volta nesusno indica come e quali. E bacchetta il sindaco.

Domanda: il sindaco ci è o ci fa? O sta semplicemente in campagna elettorale? In ogni caso, i tarantini non l’hanno bevuta, e tanto meno hanno bevuto queste dichiarazioni dell’azienda, che ha il coraggio di dire: «Sul versante della riduzione delle polveri è un obiettivo su cui stiamo lavorando da anni e su cui continueremo ad impegnarci».

Posso avere qualche dubbio?

4 commenti

Archiviato in Attualità, Le battaglie di Togheverdi

4 risposte a “Ilva: “Anche per noi l’ambiente è importante”. Sembra una battuta, ma non lo è

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  3. stefaniadivertito

    Una precisazione giunta da Alessandro Marescotti che ha esaminato bene il testo dell’ordinanza:
    Stefàno dà 30 giorni di tempo solo per realizzare il campionamento in continuo della diossina. Ma i 30 giorni (se si legge l’ordinanza con attenzione) sono A PARTIRE dalle decisioni del Tavolo tecnico del ministero dell’Ambiente. Quindi se il Tavolo si riunisce fra due mesi e decide fra cinque mesi, dobbiamo aspettare otto mesi mesi …di tempo. Per tutto il resto rimanda alla ineffabile definizione “nel più breve tempo tecnicamente possibile”. Che non è una prescrizione!! Ad esempio per la cokeria potrebbe essere un paio di anni se la pigliano con la solita meditabonda procedura dei “dubbi tecnici”, e gli esempi non mancano visto che quelli dell’Ilva ci hanno messo tre anni per decidere sul campionamento in continuo previsto dalla legge antidiossina, grazie alla flemma delle istituzioni e nonostante i nostri continui comunicati stampa (chiamammo perfino le Iene, tanto eravamo disperati)…

    Grazie a Peacelink il silenzio è continuamente rotto sugli scempi dell’Ilva

  4. fabio argiolas

    Reblogged this on Su Seddoresu.

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