Il viaggio instancabile dei cittadini di Benevento

La centrale turbogas di Livorno

Voglio raccontarvi di un gruppo di cittadini. Sette-dieci-quindici. Che da mesi si organizzano con un tam tam, un giro di sms, di telefonate, messaggi su Facebook. E da Benevento arrivano a Roma.
Non sono avvocati, non sono esperti del settore, sono solo cittadini.
Cittadini preoccupati, ecco. Perchè nella loro città è stata concessa l’autorizzazione a costruire una centrale a turbogas. Loro non la vogliono, e sanno ben spiegare perchè.
D’altro canto, chiunque sia stato almeno una volta Benevento potrebbe capirlo. Provate a prendere il treno a Caserta e arrivare nel cuore dei monti campani. Osservate le vallate, i picchi alti nel cielo, assorbite il fresco vento sulla pelle, sentite i profumi. E poi immaginatela, la centrale a turbo gas che la società Luminosa vuole costruire nell’area industriale di Ponte Valentino.
Ma non è una questione squisitamente paesaggistica: la zona a forte vocazione agricola si trova a ridosso dell’area industriale ed è proprio qui che c’è il progetto (autorizzato dal ministro per l’Ambiente Stefania Prestigiacomo) di costruire la centrale a turbogas da 300 milioni.

Marco Cervino, fisico bolognese del Consiglio Nazionale delle Ricerche, CNR-ISAC – Istituto di Scienze dell’Atmosfera e del Clima è anche consulente scelto da Comune e Provincia di Benevento per il ricorso dal Tar del Lazio intervenuto a un convegno organizzato a Benevento a febbraio, ha detto: «Si tratta di un impianto che brucia metano, uno dei gas più puliti in circolazione che nonostante tutto produce un mix di sostanze nocive all’uomo ed all’ambiente. La città sannita presenta attualmente criticità anche per quanto riguarda l’emissione in aria delle polveri sottili. Il limite massimo imposto dai parametri è di 35 sforamenti all’anno, mentre Benevento si trova su una media di 70 sforamenti annuali. Il pericolo viene dal particolato secondario: si tratta di inquinanti che si formano in atmosfera tramite delle reazioni chimiche tra varie sostanze presenti».

Dicevamo dei cittadini. Il comitato NO Luminosa contrario alla costruzione della centrale ieri era a Roma, perchè era prevista l’udienza al Tar Lazio. Sulla vicenda infatti pendono due ricorsi, al Tar Campania e a quello del Lazio, presentati dal comune e dalla provincia di Benevento e dal Wwf. Anche il consiglio regionale disse no mentre poi è arrivato il sì della giunta campana guidata da Caldoro.

Ebbene, anche ieri per la vicenda c’è stata una fumata nera: il Tar Lazio ha rinviato la decisione a dicembre in attesa che nel frattempo si pronunci la Campania.La vicenda è un po’ complicata, ma è stata ben riassunta da questo articolo de Il vaglio.it che riporto in parte.

Il Tar del Lazio ha deciso di spostare tale udienza nel mese di dicembre di quest’anno, su richiesta degli avvocati della Provincia di Benevento (Vicenzo Catalano e Mario Verrusio). Contro l’insediamento, infatti, sono in giudizio oltre alla Rocca dei Rettori anche il Comune di Benevento e il Wwf. La Provincia ha chiesto e ottenuto che prima del Tar Lazio era opportuno che si pronunciasse il Tar della Campania la cui decisione si pone come un antecedente logico a quella del Tar Lazio e ora spieghiamo perché.

Dopo che nell’ottobre 2010 la Giunta Caldoro ha dato il parere favorevole all’insediamento della centrale c’è stato un primo ricorso della Provincia di Benevento al Tar della Campania. Successivamente a dicembre 2010 il Ministero per lo Sviuppo Economico ha dato la sua autorizzazione all’insediamento della Luminosa. Questa successiva autorizzazione è stata a sua volta impugnata dal Comune e dalla Provincia di Benevento. Il Comune l’ha fatto presso il Tar del Lazio. La Provincia è ricorsa al Tar della Campania. I due ricorsi sono stati unificati poi presso il Tar del Lazio perché è sua la competenza rispetto a impianti di forte potenza come quella centrale a turbogas. C’è stata quindi la richiesta di sospensiva dell’insediamento da parte dei ricorrenti che fu respinta dal TAR Lazio. Contro tale decisione, Comune e Provincia hanno presentato ricorso al Consiglio di Stato che lo ha accolto, fissando l’udienza di merito per lo scorso mese di marzo. Tale udienza è stata spostata per lo sciopero degli avvocati a oggi e finalmente si è entrato nel merito. Oggi quindi si doveva decidere sui ricorsi del Comune, e della Provincia e del WWF contro le autorizzazioni del Ministero per lo Sviluppo Economico di dicembre 2010 e la successiva AIA (Autorizzazione Integrata Ambientale)  rilasciata a luglio 2011 dal Ministero dell’Ambiente.Gli avvocati della Provincia hanno subito eccepito che pende ancora il citato ricorso al Tar della Campania della Provincia di Benevento contro il parere favorevole della Regione Campania che è un atto propedeutico al successivo parere favorevole del Ministero per lo Sviluppo Economico.

Dovesse il Tar del lazio dichiarare l’illegittimità del parere della Regione Campania tutto il resto diventerebbe nullo rendendo inutile la pronunia de Tar Lazio. Va ribadito a questo punto che la Giunta della Regione Campania nell’ottobre 2010 diede parere favorevole nonostante il no del Consiglio Comunale, del Consiglio Provinciale e soprattutto il no unanime espresso nel 2009 dal Consiglio Regionale. Con tale valutazione ha concordato il Tribunale Amministrativo regionale del Lazio che perciò ha spostato l’udienza a dicembre dando la possibilità nel frattempo al Tar Campania di dire la sua su questa questione preliminare. C’è da aggiungere infine una notazione per certi versi curiosa. Contro il Ministero e con la Provincia e il Comune si era schierata anche la società Edison che vuole costruire un’altra centrale a Flumeri in provincia di Avellino. Sostiene la Edison con un ricorso al TAR della Campania di avere una priorità in quanto beneficiaria nel 2004 di un parere favorevole della Regione.

A suo dire la Regione  stessa avrebbe poi dato il parere favorevole a Benevento solo se non si fosse realizzata la centrale a Flumeri. E così anche il Ministero avrebbe dato la sua autorizzazione a condizione che a Flumeri la centrale non fosse stata costruita. La Edison ha tutto l interesse a costruirla a Flumeri, da qui l’ appoggio a tutti quelli che sno contrari alla centrale a Benevento.

Sabato scorso sono stata a Benevento, ospite di un convegno organizzato da quegli stessi cittadini che si battono contro Luminosa. Perchè è stata avviata la  concessione alla verifica di pozzi petroliferi, sempre in quella zona. Il professor Ortolani, geologo in prima linea dell’università Federico II di Napoli, ha spiegato i rischi idrogeologici di un progetto del genere. Ascoltavo impressionata. È criminale pensare di sforacchiare quel territorio per permettere la ricerca di petrolio. Un’attività produttiva che tuttto sommato produce anche poca forza lavoro a fronte di un impatto ambientale perenne e devastante.

Micro attività produttive, filiera agroalimentare, turismo di montagna, sostenibilità: sono queste le attività economiche da incentivare per non far fuggire i giovani e dare un futuro alla zona. Ma quello che altrove è regola in certe zone è l’eccezione. O meglio, credo che per certi politici conti indissolubilmente di più il torna conto in termini di potere, soldi, relazioni fruttuose con le lobby che “contano”.

Stefania

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