La città d’amianto chiede aiuto alle toghe

Per essere un’arma, lo è. Mortale. E di un’arma porta anche il nome.
Fondo Fucile è una distesa di amianto che fa da tetto, e case, ad almeno 140 residenti, a Messina. Se ne parla dal 2008 sulle cronache nazionali, da prima per quelle locali. Sono i fantasmi di Messina, un manipolo di famiglie costretto a vivere in baracche ricoperte d Eternit. E a sentire per anni le solite promesse elettorali.

Sono 5mila i metri quadrati di amianto ed eternit, in forte stato di deterioramento, nella baraccopoli di Fondo Fucile. Cinquemila metri quadrati di amianto ammalorato, guasto, rotto, sotto il quale vivono e respirano 140 famiglie, oltre 600 abitanti, da circa 50 anni.

Questi numeri hanno fatto da supporto all’esposto presentato alla Procura della Repubblica da una delegazione di abitanti di Fondo Fucile che, accompagnati dall’ex assessore Pietro Currò.

Già nel 2003 fu presentata una drammatica relazione della polizia municipale, ma è rimasta carta e basta. Nel 2006, la prova: sì, accertarono i tecnici del comune, Fondo Fucile è una città di eternit e lastre d’amianto.

La lotta negli anni ha assunto varie forme: blocchi stradali, tentativi di coinvolgimento della politica, proteste disperate. Adesso ci si appella alle toghe. Con la speranza che siano più solerti dei politici.

EI sottoscrittori dell’esposto citano anche la relazione dell’Ausl dell’ottobre 2006 allorché si faceva risaltare «l’avanzato stato di deterioramento delle coperture con evidenti zone di frattura che creano una situazione di potenziale rischio di rilascio di fibre di amianto nell’ambiente». Vengono citate anche le relazione dei vigili urbani dell’ottobre 2006, del Genio civile del settembre 2007, dei tecnici dell’Arpa e dell’Asp sempre nel settembre 2007, per arrivare all’esposto del dicembre 2009 con cui gli abitanti chiedevano il sequestro dell’intera area e la demolizione delle baracche. Oggi la delegazione di Fondo Fucile chiede all’autorità giudiziaria di valutare la sussitenza di fatti penalmente rilevanti in riferimento ai mancati interventi e alle omissioni in atti d’ufficio.

Toghe Verdi vi seguirà in questo cammino. Buona fortuna.

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