Altro che 11 settembre. È il 22, per noi, la data epocale

Il disegno di The Hand per Reset (Rete per la salvaguardia del territorio) e Beppe Grillo

“Il 22 settembre ci sarà un incontro pubblico a Parma a cui parteciperò. Avrà inizio alle 14 e terminerà alle 18 in piazza della Pace. Il tema di cui si tratterà è “Dies Iren – La fine degli inceneritori“. Non c’è una sola buona ragione per costruirli”.

Lo ha appena scritto Beppe Grillo nel suo ultimo post. E, Favia sì, Favia no, riporta finalmente alla ribalta le questioni per cui il Movimento 5 stelle è un bene per noi tutti. Parla di cose concrete, reali, smaschera i poteri forti, si occupa della nostra salute (salute, non curare le malattie, che è un’altra cosa). A Parma è intervenuta la Procura che ha chiesto il sequestro dell’inceneritore di Uguzzolo. L’inchiesta vedrebbe indagate 10 persone per presunte mancate autorizzazioni alla realizzazione dell’opera. I reati ipotizzati sono abuso edilizio e abuso d’ufficio.

Spezzare la catena che lega Parma al suo costruendo inceneritore è importante per tutto il Paese. Ecco perchè.Per chi lo avesse perso, c’è una finestra di Piazza Pulita che giovedì scorso ha parlato di questo intreccio. L’ha fatto il solito, bravissimo, Alessandro Sortino. (Ecco il video).


Il gruppo IREN che sta realizzando l’inceneritore di Parma nasce il 1° luglio 2010 dalla fusione di Enìa in Iride. IREN è quotata in Borsa. Tra gli azionisti vi sono i comuni interessati alla fornitura di servizi ai cittadini: Parma, Piacenza, Reggio Emilia, Genova, Torino. Scrive Grillo: «Per la proprietà transitiva è come quotare in Borsa i sindaci e le amministrazioni comunali, che si ritrovano ad essere sia clienti che azionisti. Un piccolissimo conflitto di interessi. Un esercizio di alta acrobazia con forniture quasi sempre erogate in regime di monopolio».
E ancora: «Il gruppo IREN ha circa tre miliardi di euro di debiti (su 3,5 miliardi di fatturato e 591 milioni di margine operativo lordo) e in Borsa ha perso il 34,55% da inizio anno (*). Qualche domanda. Perché i servizi essenziali per il cittadino come i rifiuti sono gestite da società esterne e non direttamente dai Comuni? Perché i costi di amministratori delegati, consiglieri di amministrazione, presidenti, eccetera, eccetera, di queste multiutility sono scaricati sulla comunità sotto forma di aumento delle tariffe? Perché quotare in Borsa società che operano in regime di sostanziale monopolio partecipate dagli stessi clienti a cui forniscono i servizi? Se queste multiutility dovessero fallire i debiti chi li pagherà? I Comuni già indebitati? Al posto delle economie di scala, i maxi debiti di scala?».

Insomma: capito perchè riguarda tutti noi? Hanno indebitato i cittadini con le banche e legate tra di loro le istituzioni. Salta l’inceneritore, salta questo sistema di debiti governato dalle banche. Ecco perchè il 22 a Parma, potrebbe essere il D-Day di questa perversa gestione dei rifiuti (ma ad esempio è lo stesso per l’acqua pubblica) nella quale tutto il Paese è coinvolto.

Non è solo una questione di ambiente e salute (e già basterebbe e avanzerebbe). Segui i soldi, suggeriscono i maestri delle inchieste giornalistiche. E i soldi portano a essere tutti i npiazza, il 22 settembre.

2 commenti

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2 risposte a “Altro che 11 settembre. È il 22, per noi, la data epocale

  1. anna

    sono troppo lontana x poterci essere, ma avete tutto il mio appoggio, purchè mettiamo fine a questi giri perversi

  2. Grazie Anna, diffondere queste informazioni è un dovere primario per me. Grazie del sostegno,
    Stefania

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