I fumi di Taranto, ancora più neri di quanto sembra

La foto parla da sola. Questa  è la Vale, multinazionale del ferro che fornisce la materia prima all’Ilva  (se ne parlerà domani in un incontro organizzato da Peacelink al quartiere Tamburi). E questo è quello che accade intorno ai suoi stabilimenti in Amazzonia.

Nel gennaio del 2012 alla Vale è stato assegnato il Public Eye Award 2012 (riservato ad aziende che si distinguono per attività non rispettose dell’ambiente e dei diritti) ed è stata definita “la peggiore multinazionale del mondo”. Come si legge su Wikipedia, il riconoscimento è stato consegnato durante il World Economic Forum di Davos, in Svizzera, ed ha alla base una valutazione estremamente negativa delle conseguenze ecologiche ed umane del modo con cui la Vale tratta l’ambiente, i lavoratori e la popolazione.

E su Eticanews.it: al voto online hanno partecipato più di 88 mila persone e, di queste, 25.042 hanno espresso la loro indignazione proprio per il comportamento della Vale. Al secondo posto si è piazzata la Tepco, con 24.245 voti, al terzo la Samsung, scelta con 19.014 click.

A candidare la Vale per il Public Eye Award 2012 ci ha pensato l’International network of people affected by Vale tramite la rete brasiliana Justiça nos Trilhos e in collaborazione con le organizzazioni non governative internazionali Amazon Watch e International Rivers.

La multinazionale è la seconda compagnia del Brasile, la seconda impresa mineraria al mondo, il maggior produttore al mondo di ferro ed è presente in 38 Paesi. «La corporation – si legge nel sito del premio – ha una storia lunga 60 anni macchiata da continui abusi ai diritti umani, condizioni di lavoro inumane e sfruttamento della natura senza regole».

Insomma le nuvole che coprono Taranto arrivano da lontano, e sono ancora più sporche di quanto sembri.

 

ps. Grazie ad Alessandro Marescotti, Peacelink Taranto, che riesce sempre ad avere uno sguardo oltre.

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