Una domanda al candidato Renzi: perchè consenti di far trivellare Firenze?

Una talpa forerà il sottosuolo di Firenze, l’attraverserà sottoterra, per costruire un tratto di ferrovia ad Alta Velocità e una nuova stazione cittadina che si chiama Foster, dal famosissimo studio di architetti che ha vinto la gara per la sua costruzione.

Il sindaco di Firenze Matteo Renzi ha firmato il suo sì una mattinata di inizio agosto dell’anno scorso. Il progetto, contestato per la sua invasività e per la sua oggettiva scarsa utilità (secondo studi universitari servirebbe a recuperare circa 5 minuti nella tratta Roma-Milano: è proprio necessario?), ha un’altra problematica, non certo secondaria: le terre di scavo. Se ne produrranno a centinaia di tonnellate e da sempre sono considerate rifiuti speciali.

Ora, con il decreto 10 agosto 2012, n. 161 entrato in vigore sabato, le terre di scavo in determinate condizioni sono da considerare sottoprodotti e non rifiuti speciali. Potranno essere riutilizzate o smaltite in “normali discariche”. È, tra l’altro, la risposta ministeriale alla diatriba in corso tra le amministrazioni toscane e che bloccava gli scavi: dove mettiamo tutto lo smerino? Ecco, ora i problemi sono stati annullati, per decreto.

Ma per fortuna esiste, a Firenze, una “zanzara”, che punge le amministrazioni, che insiste e dà fastidio.

E lo fa per il bene di noi tutti. questa zanzara (ce ne fossero in ogni città) si chiama Idra, è un’associazione alla quale non scappa nulla, ed è stata tra le prime, ad esempio, a denunciare lo scempio della Tav nel Mugello, che ha portato la ferrovia nelle valli, ribando 53 km di corsi d’acqua. Girolamo Dell’Olio è un prof che dedica il suo tempo libero a  questo esercizio di educazione civica applicata che è Idra.  Su questa storia delle terre di scavo trasformate per decreto ha interpellato vari parlamentari europei (tra i quali l’attivissimo Andrea Zanoni) e direttamente il commissario europeo all’ambiente Janez Potočnik, che ha inviato una loquace risposta proprio in questi giorni scritta direttamente dal commissario: i suoi servizi “non mancheranno di dare riscontro all’esposto dell’associazione Idra”, su cui il deputato europeo Andrea Zanoni aveva sollecitato il 20 luglio scorso l’attenzione del commissario. Nella risposta trasmessa a Zanoni, Potočnik aggiunge, quasi a rispondere indirettamente alla Regione Toscana: “La informo inoltre che, qualora le Autorità italiane disciplinassero lo smaltimento delle terre e rocce da scavo in modo incompatibile con la direttiva 2008/98/CE, la Commissione non esiterà ad adottare le iniziative necessarie per garantire il rispetto del diritto UE da parte della Repubblica italiana.
Caro commissario, troppo tardi, quel progetto oggi è decreto. L’analisi della Ue dovrà procedere diversamente, analizzando la compatibilità di questa nuova legge con i regolamenti europei. E se dovesse risultare incompatibile? Potrebbe scattare una procedura di infrazione. A scavi già avviati, a città già devastata, dovremmo fermare tutto.

Idra ha trasmesso immediatamente la nota del commissario europeo all’Ambiente al presidente della giunta regionale toscana Enrico Rossi e agli assessori Annarita Bramerini e Luca Ceccobao. Accompagnando l’invio del documento con questa riflessione: Noi temiamo che se la Regione Toscana persevererà nel considerare di fatto ‘approvato’ il regolamento proposto dal governo italiano, a validazione europea ancora sospesa, dalle conseguenze di tale scelta potrebbero derivare gravi pregiudizi per l’erario: un’opera di durata così imponente come il doppio tunnel TAV nella città patrimonio mondiale dell’Unesco, con annessa stazione sotterranea in fregio al subalveo del torrente Mugnone, rischierebbe di essere avviata e poi interrotta per effetto di una procedura di infrazione comunitaria. Un’ipotesi non del tutto peregrina, tenuto conto dei provvedimenti adottati in passato dall’Europa nei confronti della legislazione italiana in materia di rifiuti, dei quali il commissario europeo all’Ambiente ha ovviamente contezza. Non è difficile immaginare come lo stravolgimento dell’equilibrio contrattuale che potrebbe derivare dalla modifica di alcuni fondamentali elementi caratterizzanti le soluzioni progettuali approvate per il Nodo AV di Firenze, di importanza strategica per la realizzazione delle opere affidate al General Contractor, sarebbe suscettibile di determinare variazioni significative nelle tempistiche convenute e nei costi stimati. Non parliamo poi del danno sociale che verrebbe indotto da uno stop degli scavi ‘a cuore aperto’ nella città di Firenze: ne risentirebbero pesantemente, temiamo, l’economia, l’ambiente, la fruibilità della città e la sua stessa immagine nel mondo, oltre che la credibilità delle istituzioni rappresentative che avessero avallato con soverchia leggerezza la cantierizzazione”.

Sindaco Matteo Renzi, lei che si candida a governare il principale partito di centro-sinistra, e poi il Paese intero, dia un segno di discontinuità rispetto al partito del cemento e degli affari. Fermi lo scempio, oggi che è ancora in tempo.

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