Care toghe verdi, consideratela un’agenda per il futuro

andrea orlandoHo cercato invano ovunque qualcosa che legasse il nuovo ministro per l’Ambiente Andrea Orlando ai temi di cui dovrà occuparsi. Che ne so, un’interrogazione parlamentare, un emendamento, una presa di posizione, nel suo curriculum degli ultimi anni. Nulla. Non pervenuto. Magari è una buona notizia, magari è più lontano dalle logiche di lobby che ci hanno regalato ministri decisamente deludenti.

Magari.

Però il diavoletto che è in me mi diceva: magari se non se ne è interessato mai. se l’ hanno catapultato qui a decidere di salvaguardia del territorio, Ilva, declassamento Sin, rifiuti, forse c’è qualcuno che deciderà per lui, che lo instraderà. Le lobby, forse, sono più mordaci con chi non è (apparentemente, posso certamente sbagliarmi) preparato.

Cercavo notizie tra i sottosegretari, dirigenti, esperti, non ho trovato nomi che mi dessero garanzia. Evidentemente none ro sola nella mia ricerca. Oggi Ferruccio Sansa e Davide Milosa sul Fatto Quotidiano hanno ricostruito la gerarchia degli uomini dell’Ambiente del governo Letta.
Qui il pezzo
Io, ho un po’ paura.

 

Per comodità, lo incollo qui:

MANI DI CEMENTO SULL’AMBIENTE
Noi siamo per la conservazione attiva del territorio”. La chiamava così Massimo Caleo (Pd), allora sindaco di Sarzana. Erano i giorni dell’alluvione in Liguria. Che cosa intendesse Caleo era presto detto: il progetto della Marinella, un mega-porticciolo da quasi mille posti barca, 750 residenze, 200 esercizi commerciali, 25 stabilimenti balneari. Proprio alle foci del fiume Magra che provoca alluvioni un anno sì e l’altro pure. Un’operazione da centinaia di milioni che vede impegnato il Monte dei Paschi di Siena, la banca rossa. Nel cda della società sedeva in passato il cassiere della campagna elettorale del Governatore della Liguria, Claudio Burlando. Una conservazione “molto attiva”. Caleo è stato promosso senatore e, pochi giorni fa, capogruppo Pd alla commissione Ambiente del Senato.

Caleo è soltanto l’ultimo tassello della politica ambientale della nuova maggioranza grandi intese. Roba da far rimpiangere quasi tutti i governi precedenti. Il Pd ha chiesto il ministero dell’Ambiente a Enrico Letta e l’ha ottenuto. Qualcuno forse si aspettava che sull’importante poltrona arrivassero persone che hanno dedicato la vita alla tutela dell’ambiente come Salvatore Settis. O, magari, un ex deputato come Roberto Della Seta che ha combattuto per salvare Taranto dai fumi dell’Ilva incappando nell’ira della famiglia Riva. Macchè, Della Seta, anzi, è stato trombato. Nemmeno lo hanno ricandidato al Parlamento.

Nella sede del ministero è arrivato invece lo spezzino Orlando : 43 anni, un funzionario di partito sveglio, che il Pd ha mandato a sbrogliare matasse molto aggrovigliate, come lo sfacelo dopo le primarie di Napoli vinte da De Magistris. Ma nel curriculum di Orlando ci sono altre cose. E soprattutto, hanno notato i critici, ne mancano: non si è mai occupato di ambiente. Non solo: in Liguria e alla Spezia in particolare, il Pd di cui Orlando era uomo forte si è fatto promotore di operazioni devastanti per il territorio. L’elenco è lungo: tanto per cominciare, si è detto, il porto della Marinella. Poi il faraonico progetto da 250 milioni del nuovo Waterfront della città. Racconta Stefano Sarti di Legambiente: “Due torri per alberghi, spazi commerciali, centro congressi, uffici, residenze e mega-parcheggio . Si chiama progetto waterfront, doveva risanare il lungomare, rischia di essere l’ennesima colata di cemento”. Orlando dichiarò: “Penso che l’impianto e gli obiettivi progettuali siano convincenti, ma che vi siano alcune soluzioni architettoniche su cui è utile un approfondimento”. Un’operazione benedetta da centrosinistra, centrodestra e banche. La gara per il progetto non è ancora fatta, ma esiste già la società Waterfront. Tra i soci una società lussemburghese – controllata da fondi panamensi e delle Isole Vergini – riconducibile a Gabriele Volpi, Berlusconi in salsa ligure diventato ricco con il petrolio nigeriano. Di lui, dei suoi affari, si è occupato anche il Senato americano in un dossier non proprio edificante. Ma nel cda della Waterfront siede anche Andrea Corradino, avvocato e fedelissimo di Luigi Grillo, ambasciatore di Berlusconi nel mondo bancario e nel centrodestra ligure. Insomma, un’operazione bipartisan. Orlando non è mai stato troppo critico nei confronti dell’amore del centrosinistra ligure per il mattone, che ha portato a realizzare decine di porticcioli con annesso cemento per decine di milioni di metri cubi.

C’è chi ricorda una proposta di legge che Orlando ha presentato in materia di bonifica dei corsi d’acqua. In pratica, per ovviare alla cronica mancanza di fondi, si prevede che le imprese possano vendere la metà del materiale recuperato dalle escavazioni dei fiumi per pagare i lavori. “Il fine di questa proposta di legge – è scritto nel disegno di legge – è consentire la rimozione del materiale e di ripristinare i corsi d’acqua, prevedendo un meccanismo che garantisca la piena tutela del territorio e che eviti qualsiasi tipo di speculazione”.

Tutto bene? No, almeno secondo gli ambientalisti. Spiega Alessandro Poletti di Legambiente: “Così si rischia che i comuni vendano letteralmente i loro fiumi per fare cassa. Che si scavi molto più del dovuto. Senza contare che escavare i fiumi non riduce il rischio di alluvioni, ma anzi talvolta le provoca”.

Ma se Orlando non si è occupato di ambiente, al ministero c’è chi invece lo ha fatto. “Purtroppo”, sostengono gli abitanti di Basiglio, comune dove è stato sindaco Marco Flavio Cirillo, neo sottosegretario del governo Letta.

Nel curriculum ci sono una speculazione tutta berlusconiana da 300mila metri cubi di cemento per un utile di 150 milioni e una battaglia senza frontiera contro l’Area C voluta dal Comune di Milano per ridurre l’inquinamento (con l’ipotesi di una class action contro la congestion charge). Queste le due carte che Cirillo porta in dote al governo Letta. Laurea in sociologia, consulente di marketing, Cirillo nasce in Forza Italia e cresce nel Pdl. Nel 2003 si candida a sindaco di Basiglio, comune a sud di Milano, sulla cui area Silvio Berlusconi ha costruito Milano 3. Cirillo sbanca le urne. Nel 2008 si ricandida e vince. Nel Pdl trova consensi e nel 2012 è in lizza per diventare coordinatore provinciale. Perderà a favore del larussiano Sandro Sisler. Poco male. Cirillo torna a occuparsi dell’amministrazione del suo comune e del nuovo Piano del governo del territorio. Un documento decisivo per rimodulare gli assetti urbanistici dell’area di Basiglio. C’è da tutelare l’ambiente, ma anche da dare spazio alle richieste di vecchi e nuovi costruttori. Cirillo apre le porte all’ennesima speculazione che si svilupperà tra un campo da golf e un laghetto. Ai nastri di partenza ci sono l’Immobiliare Leonardo e la Green Oasis. La prima è partecipata al 100% dalla Finsec, srl di Paolo Berlusconi (95%) e della figlia Alessia (5%). Declinazione berlusconiana anche per la Green Oasis che rileva le quote della In House srl (già titolare dei terreni). La società è partecipata per il 30% dalla Deb Holding creata da Daniel Buaron, il quale con la sua First Atlantic (poi Idea Fimit), pur non indagato, comparirà nell’inchiesta sull’Enpam (Istituto di assistenza previdenziale dei medici), per alcune compravendite di immobili. In Deb Holding compare anche Maurizio Carfagna, consigliere della Banca Mediolanum di Ennio Doris e di Molmed, azienda specializzata nelle ricerca nucleare. Tra i soci di Molmed troviamo Fininvest, San Raffaele di don Luigi Verzé e Marina Del Bue, il cui fratello Paolo è tra i fondatori di Arner, la banca d’affari accusata dalla Procura di Milano di aver gestito i fondi neri della stessa Fininvest. Il Pgt di Basiglio vola. Di contorno, nel 2011 Cirillo affida una consulenza urbanistica ad Antonino Brambilla, che da lì a un anno (2012) sarà arrestato per corruzione assieme a Massimo Ponzoni, all’epoca delfino di Roberto Formigoni.

Il business plan passa. E questo nonostante l’Associazione per il Parco sud Milano e il Comitato cittadino per il territorio di Basiglio facciano strenua opposizione: “La popolazione è in diminuzione, oltretutto il 10% delle case presenti risultano vuote”. Il regolamento del comune prevede la possibilità di indire un referendum. Quorum raggiunto in pochi giorni. Si voterà. Ma solo sulla carta. Perché, rientrati dalle vacanze, i comitati si trovano ingarbugliati in una melina burocratica. Il 28 novembre il Pgt viene approvato. La giunta di Cirillo delibera la colata di cemento. La famiglia Berlusconi ringrazia. Il referendum può aspettare. Tanto più che tra pochi giorni a Basiglio si vota. Cirillo non ci sarà. Ma il Pdl resta favorito.

Dal consulente di marketing Cirillo, al dentista Giuseppe Francesco Maria Marinello, fresco presidente della Commissione Ambiente del Senato. Siciliano di Sciacca, Marinello per il suo esordio politico sceglie Forza Italia, poi passa al Pdl. Quindi l’ultima tornata elettorale lo promuove a palazzo Madama. Carriera veloce all’ombra di Angelino Alfano e Renato Schifani. Marinello in Parlamento si spende più per l’ippica che per l’ambiente. É, invece, grande sponsor della mega speculazione in contrada Verdura: la costruzione un campo da golf e di un lussuoso resort realizzati dalla Sir Rocco Forte and Family Spa. Il curriculum giusto per tutelare l’ambiente.

Da Il Fatto Quotidiano del 13/05/2013.

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