Una scheda sintetica. Una roba così non merita commento.

20130410-113812.jpgIl Senato ha approvato  il decreto Ilva-bis con  206 voti favorevoli.

La Camera ha licenziato il testo l’11  luglio scorso con 299 voti favorevoli.

Nel decreto sono state inserite circa 30 modifiche rispetto  al testo originario uscito dal Consiglio dei ministri.

Le commissioni Industria e Ambiente al Senato non hanno modificato  il testo, visto che il decreto scade il 4 agosto e i tempi per il ritorno alla Camera sono troppo stretti.

COSA PREVEDEVA IL TESTO ORIGINARIO

Il provvedimento, varato dal Consiglio dei ministri il 4
giugno scorso e composto da tre articoli, introduce nuove
norme per il commissariamento delle aziende (o degli
stabilimenti) che causano danni ambientali (per una durata
massima di 36 mesi), prevede la costituzione di un comitato
di tre esperti per definire un Piano di misure per la tutela
ambientale e per garantire il rispetto dell’Aia
(Autorizzazione integrata ambientale), e regola le figure
del commissario straordinario e del subcommissario.
Inoltre prevede un Piano industriale predisposto dal
commissario e stabilisce il commissariamento dell’Ilva di
Taranto.

ABOLIZIONE GARANTE E LIMITE TEMPORALE PER ATTUARE AIA
Con un emendamento che introduce il comma 2-bis, invece, è stato abolita la figura del Garante Aia (istituita dal decreto Salva Ilva del Governo Monti). Con il provvedimento sarà possibile commissariare soltanto lo stabilimento che ha causato il danno ambientale e non l’intera azienda.

Il commissario straordinario dello stabilimento reo d’inquinamento avrà 36 mesi di tempo per attuare le prescrizioni dell’Autorizzazione integrata ambientale e il rapporto di Valutazione del danno sanitario (Vds), previsto
dal decreto Salva Ilva del Governo Monti, non potrà modificare le prescrizioni dell’Aia. Sarà possibile, però, per la Regione competente chiederne il riesame.

BONIFICHE NEI LIMITI DELLE RISORSE DISPONIBILI
L’aula della Camera ha poi approvato un emendamento che mette (quasi) d’accordo Governo e M5s prevedendo che una parte dei guadagni dell’azienda commissariata (“nei limiti delle disponibilità residue”) vengano spesi anche per le bonifiche dello stabilimento reo d’inquinamento.

Nell’emendamento approvato (presentato dal Governo) sono confluiti due emendamenti presentati dal M5s: i 5 stelle chiedono che i guadagni dell’impresa vengano spesi non solo per l’attuazione dell’Aia, ma anche per “la messa in
sicurezza, il risanamento e la bonifica ambientale” del ramo d’azienda che ha causato il danno ambientale.

Ma la modifica del Governo (che doveva accontentare il M5s)
precisa che gli investimenti dovranno essere fatti “nei
limiti delle responsabilità residue”.

Tra le richieste emerse nelle commissioni Attività produttive e Ambiente c’è quella di inserire nell’Aia gli interventi di bonifica di tutto lo stabilimento e non solo le autorizzazioni all’esercizio dell’impianto. Infatti, il tema delle bonifiche ambientali all’interno dell’Aia – secondo Pd e M5s – non è trattato adeguatamente.

Nel merito, l’Aia è una autorizzazione all'”esercizio” nel senso che nelle relative valutazioni tecniche sono considerate tutte le diverse linee di impatto sull’ambiente dell’attività da autorizzare, nonché tutte le condizioni di
vita dell’impianto (non solo a regime, ma anche nei periodi
transitori e in fase di dismissione) perseguendo una
prestazione ambientale ottimale.

DEROGA PATTO DI STABILITÀ PER REGIONE PUGLIA
Sì alla deroga del Patto di stabilità per la Regione Puglia per gli interventi di bonifica dell’area Sin (Sito di interesse nazionale) dei Comuni di Taranto e Statte, interventi previsti dal protocollo d’intesa sottoscritto il
26 luglio 2012 tra i ministeri dell’Ambiente e dello Sviluppo economico e gli enti locali interessati.

IL PIANO AMBIETALE MODIFICHERÀ TEMPI ATTUAZIONE AIA
L’approvazione del Piano delle misure di tutela ambientale (redatto dal Comitato dei tre esperti) “equivale a modifica dell’Aia limitatamente alla modulazione dei tempi di attuazione delle relative prescrizioni”.

La proposta modifica il comma 7 dell’articolo 1 e raccoglie le richieste arrivate da più gruppi politici: molti emendamenti, infatti, chiedevano di chiarire quali modifiche possono essere apportate all’Aia con il Piano ambientale.
L’approvazione del Piano delle misure ambientali dovrà
incontrare il parere favorevole della Regione interessata,
oltre che l’approvazione del ministro dell’Ambiente.

PUBBLICAZIONE ONLINE DEL PIANO AMBIENTALE
Il Piano dovrà essere diffuso “attraverso la pubblicazione
sui siti dei ministeri dell’Ambiente e della Salute, nonché
attraverso quelli degli enti locali interessati“. E
incontrerà l’approvazione solo previo parere della Regione
competente.

STESSE RESPONSABILITÀ PER COMMISSARIO, SUB ED ESPERTI
Anche i tre esperti del comitato, oltre che il commissario
straordinario e il subcommissario, saranno responsabili
dell’attuazione delle prescrizioni del Piano industriale e
il Piano delle misure per la tutela ambientale previsti dal
decreto.

NOMINA DEI TRE ESPERTI DEL COMITATO
Per quanto riguarda il comitato dei tre esperti verrà
nominato dal ministro dell’Ambiente, ma dovranno essere
“sentiti anche i ministri della Salute e dello Sviluppo
economico”.

APPROVAZIONE PIANO INDUSTRIALE PREVIO PARERE DEI SOCI
Entro 30 giorni dall’approvazione del Piano ambientale il
commissario, sentiti il socio di maggioranza e il
rappresentate legale dell’azienda commissariata, predisporrà
un piano industriale per continuare l’attività produttiva
nel rispetto delle prescrizioni dell’Aia.

Sarà garantita al titolare dell’azienda l’informazione
sull’andamento della gestione e sulle misure del
commissariamento.

OGNI 6 MESI RELAZIONE AL PARLAMENTO SU ATTUAZIONE AIA
Il ministro dell’Ambiente presenterà semestralmente al
Parlamento una relazione sullo stato dei controlli svolti
dall’Ispra (Istituto per la protezione ambientale) e
dall’Arpa (Agenzia regionale per la protezione ambientale)
sullo stato di attuazione dell’Aia.

Esprimete voi i giudizi.

ps. grazie a Public Policy per le informazioni e la scheda.

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