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La Snia Viscosa di Pavia è chiusa. Ma l’inquinamento prosegue

Non bastava la Fibronit. L’ecatombe dell’amianto. Un’altra bomba ecologica si abbatte su Pavia. Il Corpo forestale dello Stato e gli agenti del Parco Lombardo Valle del Ticino, hanno sequestrato l’area “ex – Chatillon”  in base alla richiesta della Procura di Pavia. Sono 60 mila metri quadrati circa che ospitanoi resti dello stabilimento dell’ex SNIA Viscosa (uno degli stabilimenti chimico-tessili più grandi della Lombardia).

I carotaggi hanno portato alla luce la presenza diffusa di zolfo, metalli tossici e idrocarburi pesanti, anche in notevoli quantità.

E non solo in superficie. anche nel sottosuolo, almeno sino ad otto metri.

«A tale quota si trova già la falda e, pertanto,  – si legge nella nota diffusa dal Corpo forestale – le sostanze pericolose si sono propagate e si stanno diffondendo nelle acque sotterranee. Nella perizia viene evidenziato come tale situazione sia dovuta alla presenza di terreni contaminati e grandi quantità di rifiuti interrati e che tali materiali non sono stati adeguatamente trattati e/o messi in sicurezza, determinando, quindi, il continuo trasferimento in ambiente di sostanze pericolose contaminanti.
La situazione, di fatto, non risulta essere stata adeguatamente fronteggiata dall’attuale proprietario dell’area contaminata, il quale, a tutt’oggi, non ha compiuto alcuna operazione idonea di bonifica né tantomeno di contenimento dell’inquinamento al fine di evitare l’ allargamento dell’area inquinata e compromessa».

Toghe verdi in azione. Stavolta, sarà fatta giustizia?

 

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I reati ambientali non conoscono crisi

Non avrei mai voluto leggere questi dati. E invece eccoli qua:

nel 2011 i reati  accertati dal Corpo Forestale dello Stato sono stati più di 16 mila, con un incremento del 17%   rispetto all’anno precedente. Il resoconto annuale dell’attività dei forestali  ha contato più di 800 mila controlli, dalla prevenzione incendi al traffico di animali alla protezione del ‘made in Italy’ agroalimentare. La lunga estate calda ha riportato al centro dell’attenzione il fenomeno degli incendi. In particolare, la Forestale ha accertato 6.515 reati di incendio boschivo, un numero quasi doppio rispetto all’anno precedente, denunciato 446 persone e arrestato 9, contestando 2289 violazioni amministrative per un importo complessivo di oltre un milione e trecentotrenta mila euro.

Il 2011 è stato un anno record anche sul fronte dei rifiuti, in cui sono stati accertati 1.951 reati, denunciate oltre 2mila persone e contestate 4.546 violazioni amministrative, con un importo record notificato pari a più di 13milioni di euro, con un incremento superiore al 60% rispetto al 2010. Quasi ottomila controlli, prosegue il rapporto, hanno riguardato il benessere degli animali: «Gli interventi effettuati dai nuclei specializzati – si legge – hanno portato alla scoperta di canili lager, combattimenti e corse clandestine, traffici illegali di cuccioli, avvelenamenti e maltrattamenti. Particolare attenzione, nell’era del web, è stata rivolta alla vendita on-line degli animali, che spesso nasconde delle truffe». A questo, sottolinea il rapporto, si aggiungono i controlli nell’agroalimentare e quelli sulla sicurezza in montagna, che da sola ha portato a 1200 interventi.

Che fare?

Inasprire le sanzioni, investire di più nelle attività investigative e nei mezzi a disposizione delle procure per perseguire gli autori dei reati.

Non dimenticherò mai cosa mi ha detto il gestore di una ditta di smaltimento di rifiuti pericolosi: il prezzo di essere beccati? Fa parte del rischio. Nonostante questo, delinquere conviene sempre.

Ecco, per spezzare il circolo vizioso, bisogna al più presto rendere meno conveniente questo calcolo.

 

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