Archivi tag: rifiuti

Altro che 11 settembre. È il 22, per noi, la data epocale

Il disegno di The Hand per Reset (Rete per la salvaguardia del territorio) e Beppe Grillo

“Il 22 settembre ci sarà un incontro pubblico a Parma a cui parteciperò. Avrà inizio alle 14 e terminerà alle 18 in piazza della Pace. Il tema di cui si tratterà è “Dies Iren – La fine degli inceneritori“. Non c’è una sola buona ragione per costruirli”.

Lo ha appena scritto Beppe Grillo nel suo ultimo post. E, Favia sì, Favia no, riporta finalmente alla ribalta le questioni per cui il Movimento 5 stelle è un bene per noi tutti. Parla di cose concrete, reali, smaschera i poteri forti, si occupa della nostra salute (salute, non curare le malattie, che è un’altra cosa). A Parma è intervenuta la Procura che ha chiesto il sequestro dell’inceneritore di Uguzzolo. L’inchiesta vedrebbe indagate 10 persone per presunte mancate autorizzazioni alla realizzazione dell’opera. I reati ipotizzati sono abuso edilizio e abuso d’ufficio.

Spezzare la catena che lega Parma al suo costruendo inceneritore è importante per tutto il Paese. Ecco perchè. Continua a leggere

Annunci

2 commenti

Archiviato in Attualità

È inutile negarcelo: Malagrotta va prorogata

Ce la faranno in dieci giorni le menti al lavoro a trovare una soluzione al rompicapo “dove infilare la monnezza di Roma”?

No, non credo. E non lo crede nessuno. Purtroppo, non potrà esserci altra soluzione alla proroga della più grande discarica d’Europa.

Ma il problema è un altro: si riuscirà a risolvere il problema nei prossimi sei mesi (tanto dovrebbe durare, secondo quanto si vocifera, la prossima proroga)?

Il punto della situazione: il ministro per l’Ambiente Clini “parteggia” per Monte Carnevale, situato a poca distanza dall’attuale discarica. Secondo i conti del ministro sarebbe il luogo più idoneo per accogliere i rifiuti dopo Malagrotta. Anche a partire dal primo luglio (evitando quindi la proroga). Alemanno ha detto no. Non sarebbe giusto grava su una zona che ha già dato. E quanto, lo sanno solo quelli che ci vivono.

Ma la rivolta si è diffusa dalla Valle Galeria, a Pian dell’Olmo, a Corcolle, a Pizzo del Preste. Gira  che ti rigira, i nomi che sbucano dai cappelli dei politici sono sempre questi. E su ognuno c’è il veto di qualcuno e il si di qualcun altro.

L’ultima idea: portare i rifiuti all’estero, in Olanda, con le navi, mentre si trova l’introvabile soluzione. Cosa ne penserà Cerroni, il padre padrone della discarica di Malagrotta e di alcuni dei siti in ballo?

E poi, mentre le navi saranno caricate di immondizia indifferenziata, si riuscirà ad avviare un ciclo virtuoso dei rifiuti nel Lazio?

Come mai della parte costruttiva del discorso non ne sentiamo mai parlare?

Troppe domande in un solo post. Mi accontenterei di una sola risposta, almeno.

Stefania

Lascia un commento

Archiviato in Malagrotta

I reati ambientali non conoscono crisi

Non avrei mai voluto leggere questi dati. E invece eccoli qua:

nel 2011 i reati  accertati dal Corpo Forestale dello Stato sono stati più di 16 mila, con un incremento del 17%   rispetto all’anno precedente. Il resoconto annuale dell’attività dei forestali  ha contato più di 800 mila controlli, dalla prevenzione incendi al traffico di animali alla protezione del ‘made in Italy’ agroalimentare. La lunga estate calda ha riportato al centro dell’attenzione il fenomeno degli incendi. In particolare, la Forestale ha accertato 6.515 reati di incendio boschivo, un numero quasi doppio rispetto all’anno precedente, denunciato 446 persone e arrestato 9, contestando 2289 violazioni amministrative per un importo complessivo di oltre un milione e trecentotrenta mila euro.

Il 2011 è stato un anno record anche sul fronte dei rifiuti, in cui sono stati accertati 1.951 reati, denunciate oltre 2mila persone e contestate 4.546 violazioni amministrative, con un importo record notificato pari a più di 13milioni di euro, con un incremento superiore al 60% rispetto al 2010. Quasi ottomila controlli, prosegue il rapporto, hanno riguardato il benessere degli animali: «Gli interventi effettuati dai nuclei specializzati – si legge – hanno portato alla scoperta di canili lager, combattimenti e corse clandestine, traffici illegali di cuccioli, avvelenamenti e maltrattamenti. Particolare attenzione, nell’era del web, è stata rivolta alla vendita on-line degli animali, che spesso nasconde delle truffe». A questo, sottolinea il rapporto, si aggiungono i controlli nell’agroalimentare e quelli sulla sicurezza in montagna, che da sola ha portato a 1200 interventi.

Che fare?

Inasprire le sanzioni, investire di più nelle attività investigative e nei mezzi a disposizione delle procure per perseguire gli autori dei reati.

Non dimenticherò mai cosa mi ha detto il gestore di una ditta di smaltimento di rifiuti pericolosi: il prezzo di essere beccati? Fa parte del rischio. Nonostante questo, delinquere conviene sempre.

Ecco, per spezzare il circolo vizioso, bisogna al più presto rendere meno conveniente questo calcolo.

 

2 commenti

Archiviato in Attualità, Le battaglie di Togheverdi

“Pizzo del Prete non sarà Malagrotta due”

Foto di Francesca Appetiti

Da Riano a Corcolle. Da Malagrotta a Fiumicino. Dura oramai da mesi la protesta dei laziali contro il cosiddetto piano rifiuti del Lazio, anche se il termine è improprio perchè non si tratta di un vero e proprio piano rifiuti.

Sabato l’ultima, imponente, manifestazione, a Pizzo del Prete, che si trova nella località di Fiumicino, dove dovrebbe sorgere appunto una discarica nel traghettamento del dopo Malagrotta. Continua a leggere

3 commenti

Archiviato in Le battaglie di Togheverdi, Malagrotta

Se le città sono inquinate, il cittadino va risarcito

Cari tutti, ecco un interessante articolo pubblicato su www.linkiesta.it

Duecentomila euro di risarcimento a duemila cittadini. Tanto dovranno pagare il ministero dell’Ambiente e della Salute secondo il Tar Lazio. Colpevoli, i due dicasteri, di aver lasciato che i cittadini di Lazio, Toscana, Trentino, Lombardia, Umbria, bevessero acqua contenente arsenico. Il ricorso è stato presentato e vinto dal Codacons che adesso sta affilando le unghie per passare da quella che hanno considerato la “prova generale” alla battaglia vera e propria: un milione di ricorrenti da raccogliere in decine di altre città in tutta Italia.

Per Carlo Rienzi, presidente del Codacons, si «tratta di una vittoria importantissima perché pone termine all’impunità di regioni e ministeri che per non spendere i soldi stanziati o non sapendoli spendere, hanno tenuto la popolazione in condizioni di degrado e di rischio di avvelenamento da arsenico. Ora i singoli presidenti delle regioni e i singoli ministri dell’Ambiente e della Salute succedutisi negli ultimi anni, quando promettevano all’Europa bonifiche delle falde in cambio di aumento dei limiti di presenza del metallo velenoso nelle acque, dovranno essere perseguiti dalla Corte dei Conti per rimborsare l’erario dei soldi che dovranno risarcire agli utenti». Secondo il Tar del Lazio, bere «acqua all’arsenico può produrre tumori al fegato, a cistifellea e pelle, nonchè malattie cardiovascolari». Continua a leggere

Lascia un commento

Archiviato in Attualità, Le nuove battaglie

Chiude la discarica di Chiaiano. E poi?

«È stato comunicato che i conferimenti nella discarica di Chiaiano sono stati sospesi a tempo indeterminato». Ieri mattina con queste parole affidate ad un post su Facebook i comitati antidiscarica di Chiaiano, quartiere a nord di Napoli, danno l’annuncio della decisione della società provinciale SapNa, che definiscono “un’importante vittoria“».

«Si tratta – spiegano – di accertamenti sul cattivo funzionamento della discarica a seguito delle proteste degli ultimi mesi e delle nuove inchieste. Sono stati giorni intensi e carichi di passione e lotta per i comitati del presidio permanente contro la discarica di Chiaiano, che la scorsa settimana hanno dato vita a due intense giornate di lotta. Prima l’occupazione e lo sgombero dell’aula del Consiglio provinciale di Napoli e poi gli scontri con la polizia sempre sotto la Provincia».

«Contemporaneamente – proseguono i comitati – una nuova inchiesta veniva aperta dalla magistratura, questa volta l’ipotesi di reato per i vertici di SapNa e per i gestori della discarica è di aver mascherato un ampliamento attraverso la messa in sicurezza svolta nei mesi estivi». Per i comitati che da tre anni si battono per la chiusura della discarica è una giornata importante” Continua a leggere

Lascia un commento

Archiviato in Attualità, Le nuove battaglie