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Mugello, le toghe verdi hanno un’altra possibilità

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La Cassazione ha cassato.
È una buona notizia per le pazienti e tenaci toghe verdi fiorentine.
E i 57 km di corsi d’acqua assetati del Mugello, avranno una nuova occasione per ottenere giustizia.
Ci sarà infatti un nuovo processo d’appello per il procedimento sui danni ambientali legati ai lavori per l’Alta velocità ferroviaria, in Mugello, tra Firenze e Bologna. Lo ha deciso la Corte di Cassazione, accogliendo il ricorso della procura di Firenze. La Suprema Corte ha annullato la sentenza con cui, nel giugno 2011, in appello a Firenze i 39 imputati erano stati assolti.

In primo grado invece, nel marzo 2009, erano state condannate 27 persone, icon pene da tre mesi d’arresto a 5 anni di reclusione ed erano state stabilite provvisionali per il risarcimento danni di oltre 150 milioni di euro: le pene più alte erano state per i vertici del Cavet, il Consorzio di imprese (75% Impregilo) che ha avuto in appalto i lavori, a processo insieme a responsabili e dipendenti di ditte in subappalto, gestori di cave e di discariche,
intermediatori per i rifiuti.

I reati per le quali vennero emesse condanne in primo grado – e sui quali dovrà esprimersi di nuovo l’appello – erano quelli legati all’illecita gestione dei rifiuti. Assoluzioni definitive, invece, per le accuse legate ai danni alle falde acquifere e ai torrenti.
I danni ambientali erano stati stimati dalla procura sui 750 milioni di euro, per il disseccamento o l’impoverimento di 81 corsi d’acqua, 37 sorgenti, una trentina di pozzi e cinque acquedotti, l’inquinamento del territorio per i depositi di terre di scavo contaminate da idrocarburi.

Un applauso a Gianni Tei, e una speranza per Firenze, che nei progetti dovrebbe essere attraversata belle sue viscere dal tunnel della Tav.

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Forse Firenze si salverà

mugelloFacciamo così. Poichè sono una signora non lo scriverò “ve l’avevo detto”.
Non sta bene, eppoi non c’è nulla da festeggiare.

Non si può brindare se i peggiori sospetti si avverano. Anzi, se la realtà supera la fantasia.

Firenze, città bomboniera. Firenze, la città patrimonio dell’Unesco, casa di Dante e dei Medici. Che conserva alcuni tra i principali e più prestigiosi patrimoni culturali del nostro Paese. Firenze, forse, se l’è scansata.
Un’opera che definisco miope. Una movimentazione di cemento e fanghi da un miliardo e mezzo di soldi nostri. Un’opera, il sottoattraversamento Tav, necessaria a velocizzare la linea Alta Velocità, e far recuperare evidentemente indispensabili cinque minuti nella tratta Roma Milano.

Cinque, minuti. Ah, beh.

E comunque, come ha efficacemente sintetizzato l’associazione Idra – non la conoscete? Una quotidiana ginnastica di coscienza civile applicata all’osservazione del territorio – forse Firenze è salva.

La magistratura ha sequestrato cantieri e materiali. E trentasei persone sono indagate in tutta Italia. Tra di essi il presidente di Italferr – la società che progetta per Rfi – ex ex presidente della regione Umbria Lorenzetti. Perchè? I materiali usati per le gallerie e lo scavo erano scadenti. Non avrebbero retto a incendi, avrebbero causato cedimenti strutturali. I fanghi prelevati sarebbero stati smaltiti in discariche e non trattati come rifiuti pericolosi. Odore di malavita negli appalti.

Il peggiore degli incubi. Ma è il partito del cemento, bellezza.

Mentre scrivevo Toghe Verdi e mi occupavo del disastro causato dalla Tav nel Mugello, Girolamo dell’Olio di Idra mi portò sul terrazzo condominiale di un edificio che si affacciava sul cantiere Tav di Firenze, quello che dovrebbe poi diventare la stazione sotterranea Foster: una stazione dedicata all’Alta Velocità progettata dal famoso studio di architetti Norman Foster. Un cantiere grandioso, uno scavo che avrebbe attraversato Firenze, lambito gli Uffici, fatto tremare le caviglie al David. Mi sembrò inverosimile che qualcuno, qualche politico, avesse potuto dire sì a uno scempio del genere. Sul rendering, la stazione è realizzata in materiali  trasparenti, per rendere l’idea della permeabilità dell’opera, dell’interno-esterno uniti dalla luce, quasi comunicanti.

Leggendo le carte dell’inchiesta, il progetto è quasi profetico.

 

ps. Grazie al pm Gianni Tei. Per capire la sua preparazione e la serietà di questa Toga Verde, sentite su Radio Radicale la sua requisitoria al processo contro i responsabili del disastro iderogeologico del Mugello.

 

 

 

 

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Una domanda al candidato Renzi: perchè consenti di far trivellare Firenze?

Una talpa forerà il sottosuolo di Firenze, l’attraverserà sottoterra, per costruire un tratto di ferrovia ad Alta Velocità e una nuova stazione cittadina che si chiama Foster, dal famosissimo studio di architetti che ha vinto la gara per la sua costruzione.

Il sindaco di Firenze Matteo Renzi ha firmato il suo sì una mattinata di inizio agosto dell’anno scorso. Il progetto, contestato per la sua invasività e per la sua oggettiva scarsa utilità (secondo studi universitari servirebbe a recuperare circa 5 minuti nella tratta Roma-Milano: è proprio necessario?), ha un’altra problematica, non certo secondaria: le terre di scavo. Se ne produrranno a centinaia di tonnellate e da sempre sono considerate rifiuti speciali.

Ora, con il decreto 10 agosto 2012, n. 161 entrato in vigore sabato, le terre di scavo in determinate condizioni sono da considerare sottoprodotti e non rifiuti speciali. Potranno essere riutilizzate o smaltite in “normali discariche”. È, tra l’altro, la risposta ministeriale alla diatriba in corso tra le amministrazioni toscane e che bloccava gli scavi: dove mettiamo tutto lo smerino? Ecco, ora i problemi sono stati annullati, per decreto.

Ma per fortuna esiste, a Firenze, una “zanzara”, che punge le amministrazioni, che insiste e dà fastidio.

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La gola assetata del Mugello non sarà risarcita

Nessuno pagherà per quei fiumi per sempre secchi nel Mugello. Nessuno pagherà per le falde intercettate e prosciugate dai lavori di scavo del più lungo sistema di gallerie ferroviarie d’Europa. Nessuno pagherà, non solo dal punto di vista penale, ma non sarà versato nemmeno un euro dirisarcimento da parte di chi era all’epoca dei fatti amministratore regionale, e ha permesso lo scempio ambientale.

Pozzi, falde idriche e sorgenti del Mugello, tra Firenze e Bologna, si seccarono, o diminuirono la portata d’acqua, durante i lavori dell’Alta velocità. Ma nessuno risarcirà il danno all’erario. Infatti la sezione giurisdizionale della Corte dei Conti per la Toscana ha assolto per prescrizione 23 amministratori e dirigenti regionali, nonchè dirigenti del Ministero dell’Ambiente, accusati dalla procura contabile come responsabili del danno. Continua a leggere

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Benvenuti su Togheverdi

Dagli uffici della procura di Cagliari gli sbuffi tossici del petrolchimico della famiglia Moratti si vedono appena. Eppure è tra questi faldoni che si combatte la guerra alla potentissima Saras.

Il Frecciarossa che percorre in appena mezz’ora la distanza tra Firenze e Bologna attraversa il più lungo sistema di tunnel ferroviari d’Europa. Per scavare i quali sono stati deviati corsi d’acqua e riempite di cemento intere vallate. La lotta del Mugello trova sponda in un magistrato schivo che ha già ottenuto una condanna in primo grado per i dirigenti Tav. E anche se il secondo grado li ha assolti, dalla procura si eleva un grido di resistenza. E si è pronti a ricorrere in Cassazione per dare giustizia a uno dei più gravi (e meno conosciuti) danni ambientali d’Italia.

Gli avvocati del Wwf che impugnano le autorizzazioni del ministero dell’Ambiente per l’ampliamento della centrale a carbone di Porto Tolle a Rovigo. E vincono.

Quelli di Legambiente che da dieci anni sono al fianco dei comitati dei cittadini di Malagrotta, a Roma, contro quella che è la più grande discarica satura d’Europa, ancora funzionante. Continua a leggere

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